T.A.C. (Tomografia Assiale Computerizzata): Ouvrez Vos Auditifs Canaux

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I T.A.C. sono indubbiamente da considerare uno dei gruppi industrial e sperimentali italiani fondamentali, seminali e non inferiori ai grandi nomi del genere come gli influenti Coil. Formatisi a Parma nel 1981, inizialmente l’ensemble è costituito da 5 elementi ovvero Simon Balestrazzi (che diventerà successivamente il leader dei T.A.C), Andrea Azzali, Giorgio Barbuti, Gianpaolo Terenziani e Fabio Cortesi. Ora l’etichetta Officina Fonografica Italiana, dopo aver ristampato il primo omonimo album rende disponibile, in una nuova versione rimasterizzata con 3 bonus track, presentata in un bel digipack , il leggendario Ouvrez Vos Auditifs Canaux, originariamente pubblicato nel 1985 (esiste anche un’altra ristampa ormai fuori catalogo del 1995 edita da Discordia). In quest’album fa il suo ingresso, come sesto membro, anche il grande Gregorio Bardini, eccellente flautista e studioso di musica popolare (ha collaborato anche con i mitici Tuxedomoon). Il sound di Ouvrez Vos Auditifs Canaux (il titolo dell’album è preso dal drammaturgo francese Alfred Jarry, omaggiato anche dai Coil in “Ubu Noir” in Scatology) fonde, con esiti originalissimi, musica classica contemporanea, strutture minimaliste, elettronica e new wave rivelando un background musicale colto e eclettico. L’approccio dei T.A.C. alla materia sonora è dadaista e patafisico come si può ascoltare in tracce come l’iniziale “Meritocrazia”, sorta di avant-rock apocalittico. “Fallout” si caratterizza invece per atmosfere cupe e minimali, quasi claustrofobiche mentre “Testimoni oculari” è introdotta dal violino dell’ospite Paola Sartori che lascia poi spazio a voci minacciose e sonorità allucinate. “Saturnismo”, nel suo incedere oscuro e minimale usa elementi di musica concreta e mi ha ricordato un gruppo fondamentale della musica sperimentale come i Nurse With Wound. “La nascita dei desideri liquidi”, con il violino spettrale in primo piano e tetri rumori concreti, sembra un incubo partorito dalla mente folle di H.P.Lovecraft, probabilmente è questa la Musica di Erich Zann di cui parlava HPL nel suo noto racconto! Chiude l’album la quieta e circolare “Andrea Baader Requiem”. Una ristampa fondamentale che tutti gli amanti dei suoni sperimentali e di confine non dovrebbero lasciarsi sfuggire.

TagsT.A.C.
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