Avant-Garde: Antitesi

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Avendo anticipato coll’EP “Epoque”, il quale conteneva quattro delle undici tracce di Antitesi, le linee di demarcazione che avrebbero contrassegnato il loro passo successivo, Alessio Schiavi ed i suoi compagni confermano che la loro vena creativa è ben lungi dall’esaurirsi, tutt’altro, appare ancor feconda. Ed i contenuti di Antitesi soddisfano sia i suoi curatori che chi ascolta, il quale può gioire di cotanta ispirazione messa al servizio di canzoni dall’ermetico fascino, come l’apertura “Dove solo tu vorrai“ o l’ammaliante “I due labirinti“, che sulle prime pare limitarsi all’osservazione disincantata, ma che è invece pronta a colpirvi fulminea come il morso dell’aspide. Non stupiamoci più se proprio dall’Italia giungono così alte testimonianze in ambito death-rock (“Epoque”, Nubi altrove”), anche se ammetto che catalogare Antitesi è una forzatura, vantare simili opere non è più un azzardo, e nemmeno sfoggio di sciovinismo. Alessio ha messo a punto un meccanismo perfetto, funzionale ad un genere che non ammette variazioni, se non minime, ad una formula che potrà apparir esausta ai più. “Livido livore” è paradigmatico d’uno stile definito nella sua austera eleganza. Pochi fronzoli, la batteria che scandisce il tempo, la chitarra che cala dall’alto come la lama della ghigliottina, il cantato severo, ed un tema che viene svolto con parco uso d’iperboli, ma evocando immagini, pur se virate seppia, che risultano infine parte di un quadro sufficientemente dettagliato del dramma che s’è appena consumato. Alla lunga e strumentale title-track non solo l’onore di aver attribuito il nome all’intiera raccolta, bensì il riconoscimento, meritato, di motivo fra i più efficaci mai composti all’interno dei patri confini. E’ come se i Wall Of Voodoo di “Seven days in Sammystown” avessero scelto i vicoli più sordidi di Roma, nel buio della notte invernale a malapena rischiarata dal pallido livore emanato da radi lampioni, quale fonte dalla quale attingere per ristorare un’ispirazione a rischio d’inaridimento (il raggelante “weird mix” è invece pervaso da sottile cattiveria). Nella sua asciuttezza, Antitesi rappresenta uno dei motivi per i quali possiamo ancora tripudiare la nostra musica preferita. Scricchiolano gli usci che madri paurose tengono socchiusi, lo sguardo spaurito a saettare oltre la penombra, alla ricerca di un indizio che riveli la creatura mostruosa che si muove furtiva tra le colonne del porticato, rivelandosi infine solamente un frutto della suggestione, della più atavica Paura, ma è un “Livido livore” (nella versione notturna) che l’ancella scoprirà al risveglio, macchiare le sue diafane carni con un marchio che suscita il più profondo ed infido orrore, a richiamare una realtà che si vuol disconoscere…

Per informazioni: http://www.manicdepressionrecords.com
Web: http://www.avant-garde.org.uk
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