Camerata Mediolanense: Vertute, Honor, Bellezza

0
Condividi:

Sono passati la bellezza i quindici anni dall’uscita dell’ultima opera di lunga durata della Camerata Mediolanense; un periodo molto lungo, sebbene nel frattempo i nostri si siano fatti vedere o sentire, più o meno sporadicamente: numerose ristampe, alcuni singoli in vinile, lo split 10” con Pavor Nocturnus, una compilation, un CD live, alcune apparizioni dal vivo (anche nella versione più spinta verso il lato femminile delle Dame Mediolanensi) e, un paio d’anni fa, il nuovo singolo 99 Altri Perfecti, che anticipa tematicamente questo Vertute, Honor, Bellezza, i cui brani sono tutti tratti dalle liriche del Canzoniere di Petrarca. Una lunga attesa, quindi, che ci restituisce comunque un gruppo in ottima forma e che ha voglia di mostrare se stesso sotto un nuovo profilo, cosa già evidente nel singolo sopra citato. Se, infatti, il marchio di fabbrica che rende inconfondibile la musica del gruppo milanese è ancora assolutamente riconoscibile, sono presenti alcune importanti novità; innanzitutto la presenza, già evidenziata a suo tempo da Candyman nella recensione di 99 Altri Perfecti, di ritmiche sintetiche vicine all’electro anni ’80; ma anche l’allargamento dell’ensemble ad una schiera di collaboratori che partecipano sia nelle fasi corali sia in quelle strumentali (basso, violoncello a arpa). Ma passiamo all’ascolto di quest’opera, entro la quale ci insinuiamo ascoltando “Voi ch’ascoltate”, introduzione che nasce su un tappeto elettronico su cui si stratificano le voci, inizialmente costituite da brevi suggestioni per poi passare ad un’alternanza tra un canto corale che fa pensare alla musica medievale e la splendida e inconfondibile voce di Daniela Bedeski: un incipit splendido. Segue “Dolci Ire”: la melodia è ancora ispirata alla musica antica, la voce principale è sempre quella di Daniela Bedeski aiutata da voci corali e sostenuta dalle percussioni. “Canzone all’Italia”, lamento del Petrarca nell’osservare un’Italia divisa, invasa e alle prese con una guerra fratricida, è invece cantata da Trevor su una base di elettronica soffusa e di percussioni marziali a cui la Camerata ci ha già abituato. “99 Altri Perfecti” è qui in una nuova versione: leggermente più incisive le basi sinth, la voce di Trevor, nella parte introduttiva, è più stratificata e, in chiusura, c’è una parte corale che non c’era nella versione del singolo. “Fragmentum XXXV” è un breve intermezzo in cui la lirica viene recitata (con effetto eco) su una base quasi dark ambient, con un risultato affascinante. In “Solo et pensoso”, la voce maschile scandisce il testo su una base di tastiere e percussioni appena accennate, affiancato dalle tastiere che suonano come ottoni. “Tremo et taccio” riporta all’attenzione strutture elettro, alternando voce maschile e femminile. Anche “Vago Augelletto” è qui presente in una veste rinnovata, meravigliosamente impreziosita dall’intervento vocale di Vittorio Dante Ceragioli e, in chiusura, di Desiree Corapi e dei cori. “Vergine bella” è una dolce ballata accompagnata dal violoncello. In “Lo gran desire”, che si muove nuovamente su ritmiche electro, torna la voce di Desiree Corapi insieme a Elisa Santoro e a brevi fasi corali. “O mia stella” riporta Trevor alla voce, che canta sulla base di clavicembalo, ottoni e percussioni acustiche in un brano dal ritmo saltellante. Chiude l’opera “Quest’anima gentil”, dolce brano caratterizzato dalla voce bianca di Matteo Benedini e da brevi tratti di angelici cori. Non posso negare che, in una primissima fase, l’alleggerimento del suono dovuto alle sonorità anni ’80 mi aveva lasciato molto perplesso; col passare degli ascolti successivi, però, devo dire che, pur continuando a preferire le parti più classiche, ho iniziato ad apprezzare anche l’alleggerimento dell’atmosfera e l’uso di refrain più accattivanti. La Camerata Mediloanense ritorna, quindi, con un lavoro assolutamente all’altezza del proprio nome, e credo che sarà difficile restare delusi da quest’opera, che esce anche in una versione limitata in formato 12″ contenente il CD più due singoli (il citato 99 altri perfecti e Vergine Bella, che credo concluda la trilogia dedicata a Francesco Petrarca) e un libretto di 84 pagine.

Condividi:

Lascia un commento

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.