Digamma Cottage: Tout Est Et N'Est Rien

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Il primo album – si tratta di un CDr – del progetto Digamma Cottage (monicker dietro a cui si nasconde l’italiano VincEnzo Loffreda) intitolato Tout Est Et N’est Rien è davvero una piacevole sorpresa per gli amanti del neo-folk più originale, decadente e meno stereotipato.  L’artwork – con un antico edificio immerso in’un atmosfera brumosa – trasporta in una dimensione temporale retrò e gotica: d’altronde il disco è dedicato alla memoria dei poeti John Keats e Iginio Ugo Tarchetti e Digamma Cottage è il nome della villa londinese che fu l’ultima residenza di Ugo Foscolo. Le sonorità di Tout Est Et N’est Rien sono interamente strumentali, soffusamente poetiche, romantiche e malinconiche e immergono l’ascoltatore in nebbie di tempi mitici e dimenticati. Loffreda dimostra grande competenza e perizia nel suonare gli strumenti a corda. La traccia iniziale “The Sea Voyage” fa entrare subito nel mood dell’album con ricami acustici raffinati e tristi mentre la successiva “La Rive Gauche” si caratterizza per atmosfere decadenti . Uno dei momenti più emozionanti di Tout Est Et N’est Rien è costituito da “That Roman Home”, dichiarato omaggio a Il Segno del Comando, sceneggiato fantastico – incentrato non a caso sulla figura di Lord Byron, un altro grande poeta dell’800 – e piccolo capolavoro della televisione italiana anni ’70 di cui campiona musica e dialoghi. “Tat Twaum Asi” è ben costruita e si caratterizza per efficaci aperture sinfoniche e convincenti momenti acustici. “The Beautiful Trap” è invece una traccia frenetica e trascinante. La conclusiva title-track chiude questo pregevole dischetto in maniera cupa e marziale. Tout Est Et N’est Rien è un album da non lasciarsi sfuggire e VincEnzo Loffreda ha dimostrato di essere un artista da seguire sicuramente con attenzione.

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