Evestus: No God

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Sono onorato di ricevere questo dischetto degli Evestus (appellativo pure del leader, titolare di una carriera solista poi confluita nel gruppo a partire dal 2008), da loro istessi definiti “Estonia’s most notorious industrial act”. Nel dettaglio, i cinque pezzi di questo mini sono forniti sia in versione original che in quella radio edits, anche se le differenze non sono poi così rilevanti (il minutaggio è lo stesso). Nulla di trascendentale, chitarroni pesi e ritmiche sostenute con basso che ti martella lo sterno, cantato ministryiano e quel tanto del Reverendo MM che non guasta mai, ma non vorrei apparir superficiale, “Voices” e le altre canzoni di No God possiedono tiro sufficiente e denotano la buona predisposizione del gruppo nei confronti dell’alterna/industrial, genere al quale l’eppì va sicuramente ascritto (la title-track merita un bel nove pieno pieno!). Evestus (mi riferisco ad Ott, il caposquadra) ha militato nei folli Forgotten Sunrise ed è un batterista jazz professionista, è attento ai dettagli e la sua esperienza la mette a frutto, anche in sede di produzione, leggendo poi la dettagliata info-sheet si scopre che ha già ricevuto importanti riconoscimenti in terra baltica, e pure commenti positivi da testate autorevoli quali Terrorizer, avvalendosi nel recente passato pure di un quartetto dell’Orchestra Sinfonica Estone a supporto dei suoi live-acts, il processo di maturazione compiuto negli anni non va liquidato frettolosamente. Ascoltate l’inquietante “Sleep forever”, ce ne fossero di brani così inquietanti…

Per informazioni: http://www.facebook.com/EvestusOfficial
Web: http://www.evestus.net
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