Martiria: The eternal soul

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La ristampa di questo autentico monile di metallo sacrale (l’edizione originale risale al 2004) porta in dote il dischetto “Live at Play it loud III”, il quale fissa su supporto solido le sette composizioni del combo capitolino eseguite dal vivo nel corso della terza edizione del festival dedicato ai true defenders e tenutosi tra le mura felsinee nel 2009. Se The eternal soul rievoca lo spirito incorrotto del progetto Lordian Guard, che William J. Tsamis, il “Destroyer”, l’ascia degli immortali Warlord, è nei brani eseguiti live che la presente uscita trova ulteriore motivo di interesse. Tornando a TES, non ci si può non emozionare all’ascolto di “The most part of the men” o di una “Celtic lands” che Tsamis o Zonder potrebbero considerare figlia legittima della loro occulta creatura, e la voce di colui che si celava dietro lo pseudonimo di Damien King III pone un autorevole sigillo ad un lascito che andava assolutamente onorato. Ad ulteriore conferma, si ascoltino le discrete, ma presenti, tastiere che cesellano “Babylon fire”: seguono il solco tracciato proprio dai Warlord, i quali in epoche non sospette fecero di questo strumento, oggetto di scherno da parte dei puristi del metallo, un indispensabile decoratore di un suono divenuto negli anni a venire leggendario ed immediatamente identificabile. Bravi i Martiria a riprenderne la lezione, ed a renderla credibile. Ma eccoci al dischetto bonus, a quella sera del 2009 a Bologna (terza edizione del “Play it loud”), che viene riportata fedelmente, tanto che nessun ritocco è stato apportato, per rendere quanto più fedele il resoconto sonoro dell’esibizione che si apre con una maestosa interpretazione di “The cross”. Le canzoni sono solo sette e ripercorrono la storia, sconosciuta ahimè ai più, del complesso capitolino, legato ad un indissolubile, e romantico, patto d’acciaio colla più nobile tradizione del metal obscuro ed epico. Pare d’udire i tonfi dell’ariete contro le porte del maniero, mentre la battaglia infuria e la fanteria cerca di raggiungere le mura, sotto una pioggia di dardi. Gli stendardi strappati e logori sfidano il vento, i nembi s’accumulano, i fuochi dardeggiano nel cielo reso plumbeo dalle volute di fumo che salgono alte ad imbrattare la volta altrimenti azzurra. La Morte s’aggira e la sua falce miete, ma presto calerà il silenzio… E’ “The soldier and the sky”, ma anche l’arrembante “Fairies”, l’ultimo assalto nel verde della brughiera, l’erba calpestata dai sandali chiodati che scavano solchi che verranno empiti dal sangue dei caduti, mentre creature ultraterrene danzano lontane da cotanto massacro. Rick Anderson è tornato alla corte del Signore della Guerra, Flavio Cosmo è il titolare del ruolo che fu suo per quattro dischi, considerata l’intenzione di Andy Menarini d’intensificare l’attività live, Vinnie Appice siede dietro le pelli. Un altro capitolo è già stato scritto, “Roma S.PQ.R.”, come orgogliosamente urlato al pubblico del PiL da un commosso Anderson, “Martiria vive”!

Per informazioni: http://www.mygraveyardproductions.com
Web: http://www.martiria.com
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