Favole Nere: La metà fuori

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I Favole Nere praticano una buona sintesi fra la new wave ed il rock guitar driven, avvalendosi inoltre (scelta non facile che ad altri ha cagionato sovente impedimenti determinanti) del cantato in italiano della coppia costituita dall’ espressiva Caterina Pritoni e dal chitarrista Silvio Oreste. “Folle requiem” accende le luci su di un disco che alla resa dei conti riserverà non poche sorprese, proprio per la sua volontaria non-adesione ad una formula univoca. La sei corde farà pesare sempre la sua presenza, appoggiandosi ad una sezione ritmica dotata di sufficiente fantasia, col basso di Dario Calò che rimbomba come da manuale eighties, mentre alla batteria Paolo Accossato fa sfoggio non solo di potenza, ma anche di buona padronanza tecnica. Le tastiere sono accreditate all’ospite Daniele Valenzano ed all’intiero ensemble, ed in ogni singolo episodio di La metà fuori giuocano le carte decisive, quelle che infine ci fanno propendere a favore dei Favole Nere e della loro intrigante proposta. Che a volte lascia intravedere alcune forzature, il disco richiede più d’un ascolto (anche all’ennesimo ho scoperto alcuni passaggi che mi erano sfuggiti in precedenza), apparendo pure dispersivo, tanta è l’abbondanza d’idee e di intuizioni espressa dai torinesi. Caterina mi ricorda nello stile espressivo la brava Valeria Buono dei Dperd, anche se l’ambito nel quale si muove è decisamente più rock, in “Straniero” l’apertura mi ha indotto a riascoltare il side-project duraniano degli Arcadia (ascoltate con attenzione le prime note), la grande varietà di “Dolce veleno” e l’ariosa “Solstizio d’inverno” (fra le più wave del lotto) guadagnano loro i galloni della maturità, è davvero un peccato che insiemi come i Favole Nere debbano dibattersi nelle limacciose acque dell’underground, assistendo (come noi d’altronde, amanti della musica meno compromessa col mainstream) impotenti all’ascesa effimera di troppi italici mestieranti (nemmeno tanto onesti…) del pentagramma. Hanno intrapreso un cammino che riserverà loro non pochi intralci, ma lo compiranno con determinazione, ne sono certo, e faranno valere il bagaglio d’esperienza che si portano appresso. Dosare meglio le proprie ispirazioni e limare qualche asperità che rende alcuni episodi poco scorrevoli, eppoi potremo contare anche su di loro per rinfoltire le schiere esangui dei migliori esponenti della nuova ondata italiana.

Per informazioni: http://www.facebook.com/favolenere
Email: [email protected]
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