Fragment.: Temporary Enlightment

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Progetto francese attivo già da diversi anni ad opera di Thierry Arnal, Fragment. propone una versione alquanto personale di shoegaze contaminato con elementi postrock e drone: ne derivano atmosfere in cui ci si abbandona fino a perdersi, spesso con passaggi onirici o ipnotici perfetti per le meditazioni introspettive. Il lionese si mostra, per altro, musicista talentuoso e poco interessato allo ‘showbiz’, per cui la qualità di questo Temporary Enlightment, che segue di due anni il precedente Home,  rimane costantemente buona per tutte e otto le tracce. Apre  “Cast Out”, un brano di ben dodici minuti dominato dalla presenza ‘noisy’ della chitarra che lo caratterizza dall’inizio alla fine; in contrapposizione a suoni quasi aggressivi – sostenuti anche dall’impegno ‘pesante’ del basso – il canto sembra distante e trasognato: l’insieme funziona, ma forse va un po’ troppo per le lunghe. Segue “Rituals” che non cambia formula, anzi in parte accentua il contrasto fra la chitarra che ‘rumoreggia’ e ‘fischia’ ed i toni tenui della voce, con un effetto davvero particolare. La terza traccia, “From This Moment”, è uno degli episodi migliori: un riff di chitarra acustica, un’atmosfera malinconica quasi d’altri tempi che regge bene gli oltre sette minuti di durata. Con “Shield” la morbidezza scompare nelle potenti note di chitarra distorta su cui i toni carezzevoli della voce non provano nemmeno a prevalere. Da menzionare infine – dopo l’intervallo acustico di “Just for Today” e il muro del suono più ‘contenuto’ di “Cold Monsters” – la chiusa dell’ipnotica “Hide”, in cui la chitarra fa sì un gran bel lavoro ma, onestamente, la lunghezza appare un filo eccessiva. Il giudizio su Temporary Enlightment è quindi positivo ma con riserva: vi sono momenti di delicata levità che coesistono con sequenze dure e pesanti quasi ‘doom’, e non mancano passi assolutamente coinvolgenti ma alla fine l’ascolto risulta nel complesso un po’ faticoso.

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