Lustmord: The Word As Power

0
Condividi:

Ritorna Brian Williams con la sua creatura Lustmord, nome leggendario del dark-ambient, un genere che ha praticamente inventato. Lustmord è sinonimo di oscurità: la sua musica, registrata in luoghi come bunker e mattatoi, evoca da sempre altre dimensioni spaziotemporali in cui regnano entità misteriose e occulte. Album come l’apocalittico e esoterico The Monstrous Soul, il siderale The Place Where The Black Stars Hang e il dark cosmico Stalker – mitica collaborazione con l’influente sperimentatore elettronico californiano Robert Rich, un disco che ha creato nuovi standard per l’ambient – sono pietre miliari  con cui chiunque sperimenti questo tipo di sonorità deve fare i conti. Brian Williams ha sempre dimostrato di essere un artista intelligente, durante la sua lunga carriera ha cercato di non ripetersi mai come dimostra questo nuovo The Word As Power. Pur non snaturando la sua musica Lustmord, in questo nuovo lavoro, ha deciso di purificare con la luce e la spiritualità le sue visioni da incubo. L’artista gallese ha così compiuto un viaggio alle radici del canto sacro e del potere terapeutico e primordiale della parola. Ha chiamato a collaborare con lui la vocalist Aina Skinnes Olsen, Soriah, Jarboe e Maynard Keenan dei Tool. Ascoltando The Word As Power si ha la vivida sensazione di vivere in un tunnel buio e profondo in cui alla fine si riesce a vedere una luce salvifica. Le prime tre tracce – “Babel”, “Goetia” e “Chorazin” –  vedono protagonista la voce mistica e eterea di Aina Skinnes Olsen che riesce a creare, grazie alla qualità spirituale del suo canto, una radiazione luminosa nel fitto velo di tenebra della musica di Lustmord. In “Grigori” troviamo invece ospite Soriah che, con la sua particolare voce gutturale, ci conduce in un viaggio alla ricerca di un inaccessibile monastero di monaci tibetani custodi di segreti millennari. La parte finale di The Word As Power è all’insegna di una calma quieta e minacciosa: la ricerca della dimensione divina è sempre presente ma l’atmosfera generale tende sempre all’oscurità generando un contrasto luce-tenebra di indubbia originalità come in “Abbadon”, dove si può ascoltare un canto gregoriano che sembra provenire da qualche pianeta sconosciuto. Chiude la mistica “Y Gair”, caratterizzata da un mistico organo a canne. The Word As Power è un album imprescindibile per tutti coloro che amano il dark-ambient e le atmosfere oscure.

Condividi:

Lascia un commento

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.