Múm è un progetto elettronico attivo fin dal 1998 nella fredda Islanda, la terra di Björk e dei Sigur Rós, la cui notorietà in campo internazionale è poco al di sotto di quella dei loro illustri conterranei. La musica dei Múm è d’impostazione largamente elettronica, ma utilizza anche in abbondanza strumenti legati alla tradizione popolare del loro paese cui si aggiunge una parte cantata estremamente tenue, quasi sfumata, che sembra voler evocare una forma di comunicazione infantile: l’effetto è abbastanza sorprendente. Smilewound è il sesto album in studio della band che, nel corso del tempo, ha subito qualche cambio di line-up: nello specifico, qui è nuovamente presente Gyða Valtýsdóttir, uno dei membri storici della formazione, insieme alla sorella gemella Kristin. La prima traccia, “Toothwheels”, è già un esempio significativo del suono un po’ particolare dei nostri: tenue e leggera, il drumming ricorda un ticchettìo mentre la combinazione tra tastiera e voce morbidissima pare quasi suggerire un paesaggio acquatico; solo in chiusura si apprezza un’impennata di ‘vivacità’ che stempera l’eccessiva ‘zuccherosità’ di certi passaggi. Il rischio della ‘melassa’ si ripresenta nella seguente “Underwater Snow” che inizia con note melodiche di piano ed evolve in una cascata di suoni che fanno da contorno al canto ‘sospiroso’ come non mai: tuttavia, se non si ama lo stile, il risultato finisce con l’irritare. Poco più in là, infatti, “Slow Down” mortifica a mio avviso un arrangiamento elettronico efficace e non convenzionale con una combinazione di voci dal timbro ‘bambinesco’ ben poco sensuale. E che dire di “One Smile” che si concede molte significative sperimentazioni elettroniche abbinate a gorgheggi leziosi all’inverosimile? Uno spreco, secondo me, viste la capacità di esplorazione musicale della band: alla fine quasi si agogna ad un pezzo strumentale come  “Eternity is the Wait Between Breaths”, che è  davvero pregevole per le sonorità sofisticate e singolari e l’atmosfera sospesa e triste, così tipica dei Múm, in cui per altro la mancanza della voce non si sente affatto. Smilewound è in ogni caso un lavoro originale e a modo suo unico e  merita indubbiamente un’occasione di ascolto; tuttavia, dovendo scegliere fra gli islandesi continuo in verità a preferire i Sigur Rós, di cui sono una fan di vecchia data. Per finire, una curiosità: nell’ultima traccia, “Whistle” collabora addirittura la stella del pop Kylie Minogue che mostra di sapersi ben adattare al contesto per lei certo non usuale.