Musumeci: Schwarz Morgen/Zusammen

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Uscita in questi giorni, insieme ad altre due ‘chicche’ – di cui mi ripropongo di parlare nello specifico – in arrivo dai nostri anni ’80, la ristampa, a cura di Mannequin Records, di due EP dei Musumeci, band torinese di cui oggi non si sa molto e che, nella sua ‘stagione’, non ebbe i riconoscimenti che avrebbe meritato vista la modernità del suo suono. Essi sono ricordati soprattutto per le loro esibizioni live durante le quali alternavano monologhi a passi sperimentali con rumori e basi elettroniche. Riascoltandoli oggi probabilmente si comprende un po’ di più l’originalità ed il valore della loro proposta; essa seguì di alcuni anni quella degli altrettanto incompresi Pankow che, come sappiamo, hanno ottenuto in aree ‘nordiche’ l’apprezzamento che non hanno trovato nel loro paese, nonostante il loro valore. Dei Musumeci – Mauro M. (ex-Rude Pravo), Franco G. (ex-Errata-S-Corrige), Laura G. (ex-Rude Pravo) e Paul C. (K Position) – la Mannequin tempo fa aveva già inserito qualcosa nella seconda delle due imperdibili compilation Danza Meccanica: “Harry Batasuna”, un brano strumentale presente nel primo dei due EP che oggi ripropone in vinile e in edizione limitata, Schwarz Morgen del 1985 e Zusammen del 1986. Lo stile dei Musumeci è una sorta di proto-industrial minimale, ritmato vivacemente, talvolta anche ossessivamente. Le atmosfere sono cupe, da angoscia metropolitana: i testi in tedesco li avvicinano per molti aspetti ai D.A.F., nei quali tuttavia l’ironia era assai più evidente. Fra i brani di Schwarz Morgen, oltre alla title track selvaggia ed aggressiva ed alla già citata “Harry Batasuna”, segnalo “Lieber”, una di quelle che, a mio avviso, ricordano maggiormente i Pankow. Fra le tracce di Zusammen, invece, in cui il clima diviene generalmente più inquietante ma l’impeto appare più  controllato, voglio menzionare la title track strumentale, dalle tonalità quasi affannose ma vitale ed incalzante, “Sie Ist Vorbei”, bizzarra e sperimentale, “Apocalypse” e “Haguenau”, ancora strumentali, mentre in chiusura, un brevissimo brano senza titolo combina il canto ‘urlato’ con ritmi quasi tribali che riescono a frastornare in due soli, intensi minuti. Musica italiana da non dimenticare…

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