Raving Season: Amnio

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I RS esplorano quella terra di mezzo tra doom e gothic che profuma di zolle umide di pioggia, sollevate dallo zoccolo del destriero lanciato alla carica dal cavalleggero bardato coi colori del Trionfo, fra radi arbusti ricoperti d’un velo di brina e file di fieri cipressi che si stagliano fino all’orizzonte festonato dalla nebbia, come silenti guardie d’un lontano confine. Il loro sound sa essere potente ed epico, ma s’adatta al sentimento della canzone, al suo più intimo umore, accompagnato dalla voce forte di Judith, ma pure del sorprendente growling di Federica. Un insieme che ha nei My Dying Bride e nei primi Anathema i propri punti di riferimento (“Dusk dance”), ma che sa intraprendere il percorso che s’è scelto con la ferma risoluzione di chi ha ben presente ove il traguardo è posto. Amnio è disco ancorato ad un passato che personalmente reputo glorioso (quello appunto dell’esplosione letterale del gothic doom, lo stendardo del quale venne innalzato al cielo oltre che dai citati pure dai sublimi cantori dell’Ade, i Paradise Lost), ma da questo trae l’incipit per edificare mura possenti d’armonica bellezza, come quelle d’alabastro che contornavano le fantastiche città immaginate da H.P. Lovecraft, conchiudenti selve di guglie affilate levate nel cielo turchino come quello del Valhalla. Novelli custodi d’una epopea immortale, i Raving Season fondono la loro sepolchrale lirica con un cipiglio prog che non ristagna nell’esibizione mera di tecnica (la preparazione dei chitarristi Sergio e Marco e dell’altro Marco, il bassista, risalta evidente nelle lunghe composizioni di Amnio, mai stancanti perché gli scenari di questo arazzo sono assai vari), bensì fa sfoggio d’inventiva e finissima grana, in questo sicuramente assecondato dalla produzione di Federico Truzzi, mentre la masterizzazione è stata affidata a Grag Chandler degli Esoteric, ottimo suggello d’una opera che stazionerà a lungo nel lettore cd del mio stereo. E che accompagnerò alla lettura di qualche anglo verseggiatore, come già feci, anni or sono, allorquando iscoprii “Gothic” ed altre sublime pagine del doom più crepuscolare.

Per informazioni: http://www.mykingdommusic.net
Web: http://www.facebook.com/RavingSeasonOfficial
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