Tropic Of Cancer: Restless Idylls

0
Condividi:

Tropic of Cancer è un progetto di musica wave romantica e decadente, incentrato unicamente sull’americana  Camella Lobo. Dopo alcuni EP che, nonostante non abbiano certo proposto uno stile nuovo hanno fatto rapidamente conoscere ed apprezzare la giovane artista fra gli amanti del genere, è da poco uscito il primo full-length, Restless Idylls. Prodotto da Karl O’Connor, il lavoro contiene otto tracce veramente cupe, qualcuna addirittura tristissima, che delineano atmosfere introspettive ed intrise di solitudine. Apre “Plant Lilies At My Head” che introduce subito in piena area ‘depressione’; nel prosieguo tuttavia, il brano diviene in verità un po’ tedioso per la struttura ripetitiva e l’impostazione lenta, mentre il canto ricorda palesemente lo stile di Zola Jesus. Segue “Court of Devotion”, molto simile alla precedente se non fosse che è un po’ più ritmata e un po’ più orientata in direzione Cure. “Hardest Day” è invece un pezzo davvero interessante: mentre il synth si propaga lento e minaccioso, la ritmica vivace è posta in contrasto, creando – grazie anche al canto spettrale – un effetto di pura tensione. Anche “Children Of A Lesser God” –  già presente, insieme a “Wake The Night” nell’EP I Feel Nothing del 2012 – si apprezza per l’idea efficace di una sorta di alta/bassa marea, quasi un effetto ‘andata e ritorno’ al synth che, abbinata alle note di chitarra, delinea una forma melodica suggestiva, ma non vi è sufficiente ampiezza di respiro da evocare paesaggi cosmici e visto che il tutto dura oltre sette minuti il risultato appare alla fine monotono. Monotono è purtroppo ancora una volta il termine che userei per definire “More Alone”: anche se in verità l’idea base sembra analoga a quella di “Hardest Day”, il risultato non è, a mio parere, altrettanto positivo. Da ricordare anche la citata “Wake the Night”: l’effetto onda nasce da synth e voce ma la ritmica ‘tribale’ insieme al canto praticamente ‘parlato’ conferiscono un tocco esoterico e misterioso. L’esordio ufficiale di Camella Lobo, dunque, non è certo deludente ma neanche entusiasmante; probabilmente viene penalizzato dal fatto che vi sono ultimamente in circolazione molte produzioni femminili del genere da lei coltivato, alcune anche di ottimo livello, dalle quali diventa difficile distinguersi per emergere.

Condividi:

Lascia un commento

*

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.