AA.VV: Mutazione - Italian Electronic & New Wave Underground 1980-1988

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Non possiamo che accogliere con molta soddisfazione la compilation intitolata Mutazione – Italian Electronic & New Wave Underground 1980-1988, pubblicata in collaborazione da Strut Records ed Ecstatic, l’etichetta della band italo britannica Walls cui appartiene Alessio Natalizia, il curatore del disco. Si tratta di una raccolta praticamente imperdibile per i ‘cultori’ della materia, ma molto interessante anche per gli altri, che comprende una scelta di pezzi di new wave italiana tutti risalenti al periodo fra il 1980 ed il 1988, alcuni dei quali veramente rari, perché le band che li hanno composti sono sparite da tempo. C’è da osservare come, da alcuni anni, si siano moltiplicate le iniziative tese al recupero di  quella musica che tanto ha saputo dare ma che si è in parte persa mancando, all’epoca, gli strumenti per una sua maggiore diffusione. L’operazione effettuata da Natalizia è di un certo rilievo: si tratta infatti di un doppio CD per un totale di ventisei tracce, corredato da foto, disegni e molte informazioni sul clima e sulle tendenze del periodo. I gruppi rappresentati sono piuttosto diversi fra loro: alcuni hanno raggiunto una certa notorietà, come per esempio i Kirlian Camera, altri non sono conosciuti nemmeno dagli addetti ai lavori; anche le sonorità sono estremamente varie. In ogni caso vi sono numerosi pezzi che, ancora oggi, risultano piacevoli da ascoltare, mentre altri, invece, hanno soltanto valore di testimonianza. Non potendo parlare dettagliatamente di ogni singola band, basti qualche breve notazione: nel primo CD troviamo una serie di brani a dir poco storici, tra i quali, per esempio, il primo 45 giri dei gloriosi Neon, “Informations Of Death”, con la sua elettronica convulsa in cui il genio di Marcello Michelotti già si intuisce; ci sono anche i bolognesi Gaz Nevada, fra i più estrosi nel panorama dell’epoca, con “Going Underground”, i talentuosi Carmody con “Vulcani” brano new wave dal suono ricco e pieno, non esente dagli sperimentalismi e, soprattutto, gli indimenticati Victrola, messinesi ma veramente internazionali nel sound, con uno dei loro cavalli di battaglia, “Maritime Tatami”, dove la melodia fredda ma sinuosa fa rivivere eleganti malinconie. Anche qualcuno dei nomi meno famosi merita di essere citato: il progetto Laxative Souls di Roberto Marinelli, conosciuto anche con la contrazione LXSS, uno tra i primi ad introdurre da noi sonorità industrial, è qui presente con “Niccolai”, costruita con il campionamento della telefonata delle Brigate Rosse che comunicava la morte di Aldo Moro; la voce registrata è accompagnata da effetti elettronici alquanto inquietanti. Ancor meno famosi, i progetti La 1919, di Milano, più vicini all’avant-progressive che alla new wave,  e i Giovanotti Mondani Meccanici, che effettuavano sostanzialmente sperimentazioni multimediali. Nel secondo CD troviamo un’autentica sfilza di chicche: in primo luogo compaiono i già citati Kirlian Camera con “Edges” del 1984, poi la bellissima, sensuale “Deep Skanner” del progetto bolognese La Bambola Del Dr. Caligari di cui ormai pochissimi si ricorderanno e dopo ancora “The Livid Triptych” dei bravi Pale TV di Parma, rappresentanti di una new wave ritmata ma non facile. Non mancano i torinesi Suicide Dada del Madaski degli inizi con la cupa ed incalzante “Waiting For September” o la inquietante aggressività preindustriale dei Tapes con “Nervous Breakdown”. Chiude in bellezza il guru dello sperimentalismo rumorista Maurizio Bianchi, la cui “Auschwitz”, come per lui è tradizione, assesta una serie di colpi al cranio. La selezione non può dunque dirsi che ottima e ne consiglio caldamente l’ascolto a tutti.

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