Kreativ In Den Boden: ☾

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Musica di nicchia ma musica valida: i Kreativ In Den Boden di Mirko Void sono in realtà l’ennesima dimostrazione che esiste qui da noi una scena underground che attende di essere scoperta. Il progetto, nato da un paio di anni, è milanese ma bolognese di adozione e già con Disco Suicide, il suo ottimo esordio, aveva attirato l’attenzione dei nostalgici degli anni ’80, influenzato com’era dall’elettronica e dall’’industrial d’epoca. Gli amanti della Dark Wave più oscura e ‘depressa’, invece, gradiranno il nuovo EP con sei tracce,☾, uscito da non molto in formato digitale (lo trovate su Bandcamp) ed in procinto di essere pubblicato in vinile ed in musicassetta da Stramonium, un’etichetta nuovissima che, come ha raccontato lo stesso Void, inizierà a lavorare proprio con l’EP dei  Kreativ In Den Boden. ☾ mi ha colpito così tanto che ho davvero rimpianto di non essere andata a sentire la band a Lucca, dove ha recentemente suonato insieme ai The KVB. Premetto che si tratta, ancora una volta, di musica figlia del post-punk, ma minimale fino al punto da sembrare spartana, talmente fredda e cupa da non apparire nemmeno italiana: tutte melodie sintetiche e sonorità da angoscia metropolitana – qui il colore è sempre grigio spento – che paiono il frutto di una solitudine senza speranza. Apre la bellissima “Abraxas”: lontana e diafana come la luna, gira su se stessa come parte di un rituale, ma i suoni industrial che scaturiscono all’improvviso feriscono come schegge metalliche. Subito dopo, “Longinus”, incede più solenne e drammatica, mentre il ‘non canto’ di Mirko Void sembra il verbo della decadenza. “Fever” si situa fra la desolazione industriale e la solennità cerimoniale, mentre “Acheron” è ravvivata da un ritmo un po’ più sostenuto che la voce smorza con il suo canto algido e privo di colori. Infine, “Tristi” è quella che ha il suono più ricco ed atmosferico e “Oro” si concede qualche ‘tintinnante’ diversivo che alleggerisce lievemente il clima. I Kreativ In Den Boden vanno ascoltati preferibilmente in ambienti oscuri per immergersi in emozioni fosche e nebbiose.

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