Psykoxyde: Automa mind sanatorium

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Negli ultimi anni non ho frequentato con assiduità gli obscuri reami dell’industrial/harsh, ecco che una buona opportunità d’aggiornarmi mi viene offerta dal duo degli ex-adepti del verbo metal, Elfire e Maximilian Void. Gli Psykoxyde (ecco il monicker prescelto per targare le loro uscite) si avvalgono dell’apporto in fase di missaggio e di masterizzazione dell’esperto George Priniotakis (Blue Birds Refuse To Fly, ma pure Frozen Crimes, Pulcher Femina…), il quale cura personalmente il remix di “No more room in hell”. Automa mind sanatorium elabora tematiche sonore deviate ed opprimenti, calando sull’ascoltatore una cappa di cupa disperazione, opportunamente elaborata in dieci tracce cadenzate, bruciate come carne e cervella esposte al calore immane d’una esplosione dalla devastante potenza da un cantato che esprime un’angoscia profonda, quella indotta da una malattia alla quale non v’è che un rimedio, quello definitivo che richiede però una abbondante dose di lucidissima follia. Automa mind sanatorium è sicuramente destinato ad un pubblico di fruitori che già conoscono la materia trattata e la frequentano con assiduità, platea che potrà apprezzare “Day of death” ed altri episodi che costituiscono l’ossatura di un progetto senza altro valido, trasparendo dalla diecina di tracce ivi presenti una ottima capacità di sintesi. Una vena melodica accennata ma presente accresce la sensazione di insania che permea il disco, creando contrasti fra varie tonalità di nero e di grigio che forniscono ulteriori elementi di valutazione ad un disco che si assesta su d’un buon livello di resa finale. Titolo prediletto, la breve strumentale “Carradine’s ballad” (dedicata al Keith che conobbi ed apprezzai ne “I duellanti”?).

Per informazioni: http://www.x-records.eu
Web: http://www.facebook.com/psykoxyde
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