Blue Dawn: Cycle Of Pain

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Esce per la Black Widow il secondo album della doom band genovese dei Blue Dawn, progetto fondato dal batterista Andrea Di Martino e dal bassista Enrico Lanciaprima. Si tratta di un gruppo dedito a un sound derivativo nei confronti  dell’hard rock anni ’70 – in particolare dei mostri sacri Black Sabbath, ricordati fin dalla tenebrosa copertina – e del doom metal anni ‘80. Ma in Cycle OF Pain, questo il titolo del disco, si trovano anche influenze prog. Rispetto all’esordio è cambiato il chitarrista: il talentuoso Paolo Cruschelli è stato sostituito dall’esperto Luigi Milanese. Alla voce è sempre presente la brava Monica Santo che contribuisce indubbiamente a donare originalità alle sonorità cupe e fosche dei Blue Dawn anche se non sempre sembra in perfetta sintonia con le composizioni musicali. L’inizio è affidato alla grintosa “The Power That Be”. “Emerald Eyes” prosegue in mondo convincente: una traccia con un bel basso pulsante e con efficaci assoli di chitarra. Bella e compatta anche “Naked Soul”  che si avvale di una parte centrale oscura con la chitarra acustica in evidenza mentre la title-track, in cui compare il valido James M. Jason alle tastiere, è cupa e lenta e si caratterizza per un ossessivo ritornello in cui la voce sembra recitare una litania esoterica. L’effetto è voluto ed è una caratteristica dei Blues Dawn: può essere straniante o coinvolgente a seconda dei punti di vista come confermato dalla successiva “Clone”. “Dawn Of The Contempt” è un breve e sinfonico momento strumentale. “Aurora” è un altro breve strumentale con la chitarra acustica protagonista seguita dalla lunga “The One To Blame”. Chiude l’album una cover dei Roxy Music in cui troviamo alla voce Enrico Lanciaprima coadiuvato da Monica Santo. Efficace l’intervento del sax di Roberto Nunzio Trabona, musicista di estrazione jazz. Sono presenti anche due bonus tracks di cui una è la versione video della title-track. Buon album e gruppo da seguire che di sicuro gli amanti del doom apprezzeranno.

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