Deathless Legacy: Rise from the grave

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Da tribute-band dei seminali Death SS a progetto autonomo, mantenendo intatti I principi sonori/espositivi propri del combo di Steve Sylvester, ecco il percorso attuato dai Deathless Legacy dal 2005, anno di fondazione (come Deathless), ad oggi, concretizzatosi nella realizzazione del presente Rise from the grave. Il cordone ombelicale che li lega ai mentori non è stato reciso, ed è evidente non solo per quanto riguarda l’apparato strumentale e l’approccio che il complesso attua nei confronti del metal horrorifico, ma pure per il corredo iconografico e la componente lirica che caratterizzano la loro proposta (la dichiarata influenza esercitata su di loro da Jodorowsky ed un look palesemente derivativo, anche se intrigante e curato). I Deathless Legacy sono un buon gruppo che deve ancora maturare, e magari acquisire una sufficiente indipendenza stilistica, per ambire alla promozione alla prima divisione del genere, in Rise from the grave non mancano spunti interessanti (vedasi il competente utilizzo delle tastiere e le ambientazioni create ad arte che distinguono ogni singola traccia, come in “Flamenco de la Muerte”). Steva la Cinghiala (!) è performer che ha tratto giovamento dalla esperienza maturata negli anni, il disco meriterebbe una produzione più corposa, perché a tratti l’enunciazione appare confusa, ma le fondamenta appaiono già solide.

Per informazioni: http://www.facebook.com/deathlessmetal
Web: http://www.deathlesslegacy.it
Email: [email protected]
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