Soko Friedhof: Black Magic

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Soko Friedhof è il nome di un progetto germanico che attesta come sia ancora viva in quel paese la cosiddetta scena ‘gotica’ in tutte le sue manifestazioni non solo musicali ma anche estetiche, per quanto puramente esteriori. Si tratta di un duo costituito da David A. Line e Maria Von Lilienstein, in effetti la ‘costola’ di un altro progetto di grandissima tradizione nel settore, cioè gli Untoten in cui è la cantante ed artista Greta Csatlós ad affiancare Line. Lo stile – non occorre precisarlo – è nero scuro, proprio come l’abbigliamento abitualmente indossato,  mentre i testi parlano invariabilmente di mondi magici, esoterismo e, nel caso di questo Black Magic, anche simbolismi religiosi di vario genere. Come sostenuto dagli stessi interessati, fin dall’inizio l’operazione ‘Soko Friedhof’ avrebbe avuto lo scopo di una rappresentazione satirica della cosiddetta ‘Gothic-Szene’: nel corso del tempo, tuttavia, il sarcasmo sembra aver preso loro la mano, tanto  risulta difficile distinguere la realtà dalla caricatura. Volendo limitare il giudizio all’aspetto musicale, l’album dei Soko Friedhof è identico a diecimila altri che si sono già sentiti e si sentono continuamente in giro; tastiere sinistre e voci campionate ‘battezzano’ già l’intro di pochi secondi, “Rise Again”, che anticipa la title track: quest‘ultima, ad essere sinceri, non mi è parsa poi così male, in quanto il  ritmo tribale e la chitarra sferzante concorrono a creare l’atmosfera spettrale e paurosa di un sabba. Segue un omaggio di pochi secondi a Klaus Kinski con la riproduzione della sua voce e, ancora dopo, uno degli episodi a mio avviso migliori, la ballata romantica “Cry For Me” in cui la cantante Von Lilienstein si esprime al meglio. “Der Teufel Verführt die Ganze Welt” (=Il demonio seduce l’intero mondo) pur avendo per titolo una frase che è tutta un programma e che viene declamata a gran voce proprio all’inizio del brano, non rappresenta alcunché di trasgressivo e lo stesso può dirsi, più o meno, di tutto il resto, che oscilla fra il funereo/sacrale (“Heart of Mary”, “Worship Me”) ed il gothic rock più convenzionale (“Kill People”). Complessivamente, la differenza fra parodia e musica irrilevante non è chiara.

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