The Eternal: When The Circle Of Light Begins To Fade

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Gli australiani The Eternal, attivi già da una decina di anni, per la gioia degli amanti del goth più facile hanno rilasciato il quinto full-length When The Circle Of Light Begins To Fade. Specializzati nello stile che i My Dying Bride hanno saputo portare a livelli spesso eccellenti, non hanno goduto del seguito di questi ultimi, preferendo, peraltro, orientarsi verso sonorità più facili e godibili, non a tutti gradite. Quest’ultimo album conferma esattamente l’impressione: il suono è ‘pulitino’, i motivi orecchiabili ed il canto di Mark Kelson è orientato ad uno stile melodico ed appassionato che scalfisce ben poco, anche perché sfortunatamente gli manca il carisma di un Vincent Cavanagh o di un Aaron Stainthorpe. Apre “Circle Of Light”, uno degli episodi migliori, che, non a caso, ricorda tanto gli Anathema per l’ampiezza di respiro veramente ‘atmosferica’. Subito dopo “Beneath the Waves”, uscita anche come singolo, rientra in canoni molto convenzionali ma, caratterizzata com’è da tastiera e chitarra accattivanti e ‘condita’ da lirici ‘coretti’, riesce tutto sommato a coinvolgere; lo stesso può dirsi per la successiva “Motionless”, in cui compare anche la voce femminile di Emily Saaen. Con le tracce seguenti, il livello però si abbassa ed il gothic style dei nostri si avvicina pericolosamente a quello di band come gli HIM o gli Evanescence. Infatti, da menzionare restano solo “Yesterday’s Fire”, più impetuosa e ‘tirata’ o l’ultima, “The Burning Truth”, romantica ed emozionale, in cui si apprezza il contributo della tastiera ed il canto intenso, ma anche la chitarra, in verità, fa la sua parte . When The Circle Of Light Begins To Fade, in sostanza, non è un disco da condannare ma resta un ascolto poco impegnativo e, comunque, convincente fino ad un certo punto.

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