The CracKers: So Here's The Thing

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E’ uscito da circa un mese So Here’s The Thing, il primo full-length di una band siciliana che, fin dal primo EP autoprodotto nel 2011,  Time To Leave This Night, ha fatto ben sperare: The CracKers sono cinque ragazzi che palesemente amano il post-punk anni ’80 e le sue più moderne ‘reincarnazioni’; per quanto senza alcuna pretesa di novità, essi sono riusciti a dare al genere ormai inflazionato un contributo originale e meritevole di attenzione. Apre “Hypnopaedia”, uno dei brani migliori, ed è subito dark: chitarra, basso ci fanno sentire subito in zona Cure mentre l’atmosfera è tesa e vibrante al punto da ricordarci i Bauhaus e la tastiera di Gianpaolo Cassarino produce eleganti variazioni. Seguono “You Don’t Know” , in cui il vocalist Gianmarco Canzonieri si esprime brillantemente sul contesto sostenuto e limpido e “Distorted Voices”, vicina come sonorità a quelle degli Editors dei tempi d’oro. La title track è pervasa da raffinate malinconie e da introspettivi malesseri e qui è la chitarra a dare il meglio, creando inquietanti echi; in verità  anche “The New, The Same”, dal ritmo in crescendo, brilla per chitarra e basso mentre la ‘nostalgica’ “Separate Ways” evoca visioni di mondi perduti. Una menzione speciale merita la traccia strumentale “Uncomfortable Silences” che svela un’inattesa ricchezza di suoni ed un’atmosfera ‘cinematografica’ che ne fanno la perfetta colonna sonora per un film ‘dark’, naturalmente e, in chiusura, “ Stendhal Syndrome” ribadisce l’ottima armonia fra una spettacolare parte di chitarra ed una melodia efficace ma tristissima. In sostanza, chi sia interessato a seguire le evoluzioni della ‘scena’ nostrana, non potrà ignorare il debutto di un gruppo promettente come The CracKers.

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