The Providence: The bloody horror picture show

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One-man band sarda (che si avvale di alcuni collaboratori, nomi noti dell’underground italico), al secondo full-lenght (il terzo è imminente, segno che la creatività del fautore del progetto, il quale cela le proprie sembianze sotto l’enigmatico monicker di Bloody Hansen, è ben feconda), The Providence esplica il suo innato amore per le pellicole dai contenuti horrorifici, ispecie se risalenti al passato. Una visione che ben si sposa all’approccio sonoro, che non solo per necessità tanto proprio per convinzione (o per i più giuovini attitudine) è volutamente essenziale, scarno, privo assolutamente di fronzoli. Ma che per questo è ancor più affascinante, come un vecchio bianco e nero, perchè i colori non servono, e meno gli orpelli, quando il narratore tiene ben saldo lo sviluppo della trama. Ogni singolo brano è dedicato ad un film, con estratti che citano alcuni di questi (sopra tutto nel caso degli strumentali), acuendo nell’ascoltatore il senso di partecipazione allo svolgimento dello stesso, e poco importa se proprio il parco dispiegamento di mezzi a volte pesa sull’economia sonica di alcuni pezzi (il picco è rappresentato da “Eaters”, che nei suoi quattro minuti scarsi condensa una malvagità sorprendente, e dalla cimiteriale “Death does us apart”). The bloody horror picture show è sì, come lo stesso Bloody Hansen ammette, figlio illegittimo di Death SS  (la voce è debitrice dello stile peculiare di Steve Sylvester) e Goblin, ma pure di Mercyful Fate/King Diamond (l’ombra del danese è meno evidente, stagliandosi di lato, trattasi di compartecipazione ad un concetto, non di adesione meramente stilistica), ma pure dei Saint Vitus meno pesanti o di reliquie del passato dell’horror rock/metal come i Tyrant (quelli americani di Pasadena, in “The ripper”). Per poter infine portare sul palco The bloody horror picture show Bloody Hansen si avvarrà di una band gli elementi della quale verranno forniti dai Deathcrush, con l’autore che si occuperà esclusivamente del canto, così finalmente queste occulte creature potranno vedere la luce (?). Nell’attesa dell’annunciato, ulteriore capitolo di questa saga. In tema l’intrigante artwork che adorna il booklet.

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