Blixa Bargeld & Teho Teardo – Firenze

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foto di Mrs.Lovett

La presenza di Blixa Bargeld in uno show è sempre stata una garanzia di qualità. Della collaborazione tra lui e Teho Teardo abbiamo qui parlato a suo tempo, nella recensione di uno dei dischi più belli dello scorso anno, Still Smiling. Le premesse ci sono tutte perché l’evento organizzato all’Auditorium Flog di Firenze diventi una serata da ricordare. Il tour dei due va avanti dal 2013 con diverse date un po’ ovunque: prima di noi già l’amico Ankh aveva raccontato la sua positiva esperienza al  Circolo degli Artisti di Roma lo scorso maggio e vale quindi la pena di riprendere il discorso alla vigilia dell’uscita del nuovo EP della ‘strana coppia’, Spring, atteso per il prossimo aprile.

Il pubblico di Teho e Blixa sembra, in questo periodo, essersi ulteriormente ampliato. Il locale è decisamente pienissimo e le presenze sono assai eterogenee, comprendendo esponenti di tutte le età. La preparazione del concerto appare piuttosto laboriosa, tanto che l’esibizione inizia con notevole ritardo rispetto ai tempi annunciati. Ma l’attesa viene poi ampiamente premiata: il nostro duo arriva in gran forma, accompagnato dalla brava e graziosa violoncellista Marina Bertoni come nella data già illustrata da Ankh. Lo scenario appare lineare, in quanto Blixa si dedica principalmente al canto, il che, viste le possibilità che la voce gli offre, è già un discreto impegno, mentre Teardo gestisce globalmente l’orchestrazione e suona la chitarra; il violoncello è al lavoro praticamente in ogni brano. L’unica notazione di colore sul gruppo riguarda il contrasto fra la presenza imponente e magnetica del tedesco e quella minuta e ‘sbarazzina’ dell’italiano, che si aggira come un folletto dispensando sorrisi e leggerezza. Non che Blixa abbia un atteggiamento distante, anzi. Il nostro appare, come di consueto, molto comunicativo. La differenza sta proprio nello stile ed il suo è fatto di fine arguzia ed umorismo venato di ironia; l’armonia fra i due sembra, comunque, funzionare perfettamente.

Si inizia, ancora una volta, con “Nur Zur Erinnerung”, tanto per scaldare l’ambiente che reagisce subito in positivo. I tre, con pochi ingredienti – ma il carisma e la ricchezza di toni della voce di Bargeld hanno un ruolo assai importante – riescono facilmente a creare un’atmosfera unica, conquistando il pubblico senza alcuna fatica. Quando infatti inizia il secondo pezzo, la mitica “Mi Scusi”, si assiste alla prima manifestazione di entusiasmo; ammetto di essere rimasta sorpresa, accorgendomi che molti cantano pronunciando tutte le parole del testo: miracoli dell’accento tedesco! Non sono la sola, quindi, ad aver amato Still Smiling e i nostri lo sanno, tanto che viene suonato quasi per intero, intervallato da spiegazioni o battute alle quali la platea immancabilmente reagisce. Teardo è il padrone della chitarra e ne fa uso in modo davvero anticonvenzionale: da lui provengono certi effetti di cui, sul disco, non era chiara la provenienza; talvolta ‘pizzica’ le corde con una tecnica curiosa – parlo da profana! – ma sorprendentemente efficace. Della splendida “Axolotl”, il cui titolo fa riferimento ad un anfibio, apprendiamo che è ispirata dalla teoria del filosofo italiano Giorgio Agamben; “Still Smiling”, la title track dell’album, è eseguita con un’intensità vocale sconcertante –  certi passaggi suscitano i brividi! – e lo stesso può dirsi di “Come Up and See Me”, uno dei brani più sperimentali e significativi. Buona accoglienza ricevono anche i pezzi nuovi, che compaiono nell’EP in uscita a breve: la cover di “Empty Boat” di Caetano Veloso e quella, un po’ curiosa a dire il vero, di una canzone degli anni ’60, versione italiana di “Crimson and Clover” di Tommy James & The Shondell, resa nota in Italia da Patrick Samson con il titolo “Soli si Muore”, che forse avrebbero ricordato i nostri genitori. Bellissime anche “Negroni” e, alla fine, “Defenestrazioni”, una delle più interessanti sul piano dell’arrangiamento e della sperimentazione linguistica, cantata con la consueta simpatia.

Lo show di Teho Teardo e Blixa Bargeld si è così rivelato un’esperienza piacevole e ricca di suggestione; il connubio fra i due non fa rimpiangere le pur splendide colonne sonore create da uno dei ‘maestri’ italiani del genere e neanche gli spregiudicati quanto affascinanti esperimenti degli Einstürzende Neubauten e quando Spring arriverà, saremo qui ad accoglierlo.

foto di Mrs.Lovett

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