Cataldo Dino Meo: Nihil

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Cataldo Dino Meo – poeta milanese attivo da più di trent’anni – è un personaggio singolare. Si potrebbe definire una sorta di angelo della morte che canta la decadenza della nostra civiltà. Influenzato dal poeta maledetto Lautremont e dai suoi canti di Maldoror e dal filosofo rumeno Cioran usa un linguaggio poetico non convenzionale e ostico. Ora esce Nihil (Alok), un bel volume cartonato di 144 pagine – davvero un oggetto ben fatto per essere una produzione indipendente – con allegato un dvd che contiene 9 video che costituisce un bel documento della sua produzione nel corso degli anni. E’ lo stesso Cataldo ad essere protagonista dei videoclip – girati con una tecnica diretta e personale lontana dalla video arte -declamando i suoi versi con indubbia carica nichilista e decadente. I suoi testi sono colti e dissacranti, non lontani come approccio dalla poetica situazionista e dalle avanguardie storiche. Stupendo “Caravaggio”, dove viene evocata la grande figura del noto pittore ricordando l’episodio del suo omicidio. Ma numerosi sono i suoi riferimenti culturali – viene citato fra gli altri Albert Hoffmann, il sintetizzatore dell’LSD – che rivelano un background con radici nella cultura psichedelica. L’accompagnamento musicale – in cui si possono trovare atmosfere pacate vicine all’ambient e alla musica cosmica – è a cura del progetto musicale Arasonus che, in precedenza, aveva pubblicato nel 2009 l’album Vandals Growers of Roses prodotto dallo stesso Cataldo Dino Meo. Dietro alla sigla Arasonus c’è il bravo Raffaele Serra, storico nome della musica elettronica italiana con alle spalle numerosi album. La regia è di Antonio Meo. Bella la postfazione di di Carmine Mangone. “Nihil” è una produzione di valore che rivela un artista non banale e da scoprire assolutamente.

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