Mushroom's Patience: Jellyfish

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Jellyfish  è il nuovo disco, pubblicato dalll’austriaca Klanggalerie, dei Mushroom’s Patience, storico nome dell’underground italiano con all’attivo diversi album. Lo stile del gruppo è sempre stato quantomai variegato inglobando molte influenze come la psichedelia, la new wave e il folk oscuro come si poteva ascoltare nell’ultimo Road To Nowhere. Jellyfish è invece un disco electro-pop psichedelico che vi avvolgerà in una spirale mantrica da cui è impossibile liberarsi. Per l’occasione Dither Craft, da sempre leader del gruppo,  si è circondato di numerosi collaboratori fra cui Stephen Mallinder dei Cabaret Voltaire, Chris Connely dei Ministry, Euski dei Roma Amor, il fidato Vinz Aquarian del Ballo delle Castagne e molti altri. Le 13 tracce scorrono fluide e in modo piacevole.L’iniziale, elettronica e malinconica “Subconsciousness Thrill”, con protagonista la suadente voce femminile di Geneviéve Pasquier dei The Box, ci fa letteralmente entrare in un trip sonoro proseguito dall’introspettiva “Vortex (PSD rmx)” e dalla fluttuante e eterea “Patricia”. “Chairman WOW” spezza l’atmosfera con trame folk acustiche “barrettiane” da cabaret apocalittico. Ma il viaggio riprende subito con l’electro trip-hop  “Tearing The Place Down (Piece By Piece)”. “Moon Behind The Moon” è un’altra bella traccia di folk psichedelico. La title-track scorre con avvolgenti ricami sonori mentre “Cynical” è un trascinante electro-pop. “San Diego” ci trasporta ancora dalle parti del precedente disco. Chiudono la danzereccia “Things In The Forest” e la quieta e onirica “Solar Rain”. Jellyfish è un buon album che potrebbe piacere a molti (per esempio ai i cultori dell’electro-pop degli ’80) e conferma l’approccio eclettico alla materia sonora di Dither Craf.

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