Siegfried: Salmo delle tempeste

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Il terzo album (pubblicato sempre dalla loro personale etichetta Blücher Records) dei Siegfried Salmo delle tempeste si presenta subito come un oggetto di culto da collezionare gelosamente ed esce in’un edizione limitata e numerata di 500 copie. Il packaging racchiude un bellissimo poster opera di Simone Poletti (Dinamo Innesco Rivoluzione) e un bel booklet con foto. Il gruppo, capitanato dal bravo Giovanni “Leo” Leonardi, ha collaborato in quest’occasione con Cristiano Santini dei Disciplinatha per il mixaggio e la produzione oltre che con Mercy degli IANVA. Il suono è compatto e maturo e certe ingenuità degli inizi, soprattutto del primo album, sono ormai alle spalle. Stilisticamente i riferimenti sono sempre alla new wave italiana e, in particolare, ai primi Diaframma ma, in ogni caso, i Siegfried dimostrano di avere una loro personalità. Si nota, rispetto al passato, un uso più marcato dell’elettronica. I testi (scritti alternativamente da Poletti e Leonardi) sono profondi e lontani mille miglia dalla deriva culturale che viviamo attualmente in Italia. Una traccia come “Il crepuscolo degli idoli”, un deciso anthem post-punk, ci parla di morte e di un passato oscuro per l’Europa evocando Wagner e Nietzsche mentre in “Eumeswil”, una sorta di marziale mantra elettronico, si omaggia il grande saggio Ernst Junger. “Notturno d’Ypres” è invece uno dei pezzi forti del disco, una stupenda e struggente ballata rock che gode di una scrittura felicissima. La title-track ci aggredisce con ritmi elettronici mentre “Nella nebbia” è un’altra cristallina ballata. Notevoli anche “Nero d’ossa”, un brano cupo con oscuri ricami delle tastiere e “21 ottobre 42”, con un tipico giro di basso post-punk. Salmo delle tempeste conferma tutto il valore dei Siegfried ed è senza dubbio il loro miglior disco.

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