Sorry, Heels: Distances

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Compiono un passo in avanti, e deciso, Fabiano Gagliano ed i suoi Sorry, Heels, col nuovo Distances, anche in questo caso un dischetto corto contando cinque tracce. Mi verrebbe da scrivere solo cinque, perchè “The lapse” è uno di quei pezzi che ti si appiccicano addosso, col suo incedere sbarazzino a la Breeders, e ne vorresti altri! Ma perchè fermarsi ai prudori giovanili della Donnelly, quando si è dotati di epserienza e fantasia? I nostri quattro (doveroso citare Simona al canto, l’altro componente di lungo corso, e responsabile del grazioso apparatoi grafico, David M. al basso e Gerry alla batteria) hanno ampliato lo spettro sonoro della loro proposta, mantenendo quell’eleganza di fondo che contraddistingueva “Wasted”, senza però formalizzarsi troppo. Simona è ora più ferma nella sua esposizione, ed il suono in generale ha beneficiato evidentemente di una più precisa messa a punto del collettivo (con “Secretly done” che vola tra UK e Stati Uniti, quasi una sorta di Cranberries a spasso per Austin). La confezione riprende quella dell’esordio, mi piacerebbe che divenisse una loro piccola consuetudine, perchè dai Sorry, Heels attendo ulteriori attestati della loro bravura! D’altronde Distances chiosa con l’episodio più maturo del quintetto, l’umbratile e scontrosa “Longing for distance”, e se non è una promessa questa…  Duecento copie numerate, la mia è la otto, la vostra?

Compiono un passo in avanti, e deciso, Fabiano Gagliano ed i suoi Sorry, Heels, col nuovo Distances, anche in questo caso un dischetto corto contando cinque tracce. Mi verrebbe da scrivere solo cinque, perchè “The lapse” è uno di quei pezzi che ti si appiccicano addosso, col suo incedere sbarazzino a la Breeders, e ne vorresti altri! Ma perchè fermarsi ai prudori giovanili della Donnelly, quando si è dotati di epserienza e fantasia? I nostri quattro (doveroso citare Simona al canto, l’altro componente di lungo corso, e responsabile del grazioso apparatoi grafico, David M. al basso e Gerry alla batteria) hanno ampliato lo spettro sonoro della loro proposta, mantenendo quell’eleganza di fondo che contraddistingueva “Wasted”, senza però formalizzarsi troppo. Simona è ora più ferma nella sua esposizione, ed il suono in generale ha beneficiato evidentemente di una più precisa messa a punto del collettivo (con “Secretly done” che vola tra UK e Stati Uniti, quasi una sorta di Cranberries a spasso per Austin). La confezione riprende quella dell’esordio, mi piacerebbe che divenisse una loro piccola consuetudine, perchè dai Sorry, Heels attendo ulteriori attestati della loro bravura! D’altronde Distances chiosa con l’episodio più maturo del quintetto, l’umbratile e scontrosa “Longing for distance”, e se non è una promessa questa…  Duecento copie numerate, la mia è la otto, la vostra?

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