Purest Spiritual Pigs: Reveler’s right

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Interessante melting pot sonoro, fra industrial, death rock (le ritmiche tribali che costituiscono la spina dorsale dei quattro pezzi inclusi nell’eppì), scorie goth, con le singole componenti rese indistinguibili, senza che prenda il sopravvento la confusione, ed ancor più intriganti dalla teatrale performance della cantante e polistrumentista (e si occupa pure della grafica e della produzione) di Helena Thompson, in bilico fra la grandeur decadente di Siouxie (anche e forse sopra tutto quella meno nota di “Hài!” dei The Creatures) e la personalità tracimante di Polly Jean “PJ” Harvey. Nel dettaglio, “Shut down” è rito sciamanico praticato dai discendenti deviati di una tribù caucasica e consumato tra i capannoni in rovina di un sobborgo industriale abbandonato alla sua sorte, “Collision service” è un episodio meraviglioso nei confronti del quale il dark più crepuscolare vanta più d’un credito (ma i PSP spendono benissimo il bonus concesso loro), guidato dall’inizio alla fine da un basso che rimbomba severo, rimbalzando fra le pareti scrostate d’una nuda stanza d’albergo d’infima categoria, “Your hell”, e mai Inferno dell’Anima venne più efficacemente illustrato da una cantante che cita le sue Maestre (anche Patty Smith) con pudore ma senza palesare timori riverenziali, resa ancor più determinata nei suoi intenti dalla pratica del DIY che applica con rigore, “A car, a bullet, a break” è breve ma intensissima litania che termina troppo presto. A volte le sorprese più gradite ci giungono da realtà insospettate che faticano ad emergere, proprio perché portatrici di un verbo che non è facile assimilare, linguaggio per iniziati che corre il rischio (consapevolmente) di non venir nemmeno preso in considerazione, solo perché il suo approccio rifiuta il compromesso. Helena Thompson in sole quattro canzoni afferma la sua volontà d’Artista, reclamando la sua parte in questo complesso ed intricato avviluppo di dati, notizie, clamori che è il nostro Tempo tecnologico, ove tutto pare a portata di un click, raggiungibile immediatamente, ma che proprio per questo rischia di perdersi.

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