Telefantastico: Death Poems

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Nuova produzione in casa OPN, label francese fondamentale per certi suoni elettronici, ambient e industrial di nicchia. Dopo i grandi Lambwool questa volta l’attenzione si concentra sui Telefantastico e sul loro album Death Poems. Il gruppo proviene dalla Finlandia ed è dedito a un suono sperimentale e minimale che unisce ambient e dark-industrial. La strumentazione usata comprende synth, drum machines e una chitarra trattata. Le ambientazioni sono cupe e oscure e non lontane dalle atmosfere dark-ambient. Si ha la sensazione, ascoltando tracce come l’iniziale e sintetica “Disbelief” o l’isolazionista e asettica “Denial” di essere all’interno di un tunnel ubicato in qualche costruzione industriale in disuso. “Anger” prosegue questa sorta di viaggio in territori post-apocalittici con sibili metallici e ronzii siderali. L’inizio di “Guilt” è quasi cosmico per poi deviare verso territori più noise. “Depression” ha invece una struttura scheletrica con le sonorità di un basso minimale quasi new wave mentre con l’ascolto di “Acceptance” vi sembrerà di sorvolare  una città fantasma di notte su un aeroplano. Chiude “Hope”, un’interessante traccia che si caratterizza per incisivi elementi ritmici e etnici. Vengono in mente  i primi Cranioclast, quelli di dischi come il mitico Koitlarasnk e Cris Con Tala. Lo scrittore di fantascienza James Graham Ballard avrebbe probabilmente apprezzato i Telefantastico trovando Death Poems un’ideale colonna sonora del futuro catastrofico da lui così ben evocato e rappresentato nei suoi racconti e romanzi. Per gli  amanti del genere Death Poems potrebbe costituire una piacevole sorpresa.

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