This Perfect Day: No Frills, Just Noise

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Con qualche mese di ritardo diamo notizia del recupero importante del lavoro di una band degli anni ’80 rimasta praticamente misconosciuta. Si tratta di This Perfect Day, gruppo di Manchester costituito da John Sama Snowden e Mik Hayes che, unicamente con l’aiuto della loro creatività e di un synth ha incarnato, a mio avviso, uno degli aspetti più fecondi e geniali della new wave e della musica di quel periodo in generale. La leggenda racconta che la scelta minimale dei due fu dovuta principalmente all’indisponibilità di altri strumenti; qualunque sia stata la ragione i loro pezzi stanno a testimoniare quanto il synthpop fosse lontano da certe produzioni insulse e ‘scipite’ in cui capita oggi di imbattersi ma fosse invece ricco di proposte fantasiose e valide che talvolta, come nel caso di This Perfect Day, sono state scoperte trent’anni dopo. Da considerare infatti che i due, nonostante i loro sforzi, non pubblicarono all’epoca un vero e proprio album; per questo abbiamo parlato di recupero e non di ristampa. Dei dieci brani contenuti in No Frills, Just Noise, “The Garden” e “The Time Of Your Life” uscirono in un singolo curato da loro nel 1983 ma destarono  – abbastanza inspiegabilmente – interesse scarso. I This Perfect Day avevano scritto anche altri pezzi: “Silhouettes”, per esempio, la prima deliziosa traccia del disco non è fatta che di una melodia accattivante e di un ritmo secco e nervoso ma, se avesse fatto parte del repertorio dei Kraftwerk, avrebbe probabilmente avuto più successo di “Das Model”.  Lo stesso può dirsi, poco più in là, di “Subliminal Messages”, pervasa di una malinconia gentile mentre “Adult Games 1”, con il parlato sulla semplice base elettronica, anticipa suoni che sono poi diventati comunissimi; “Adult Games 2”, invece, di nuovo fa molto Kraftwerk, per quanto la voce di John Sama Snowden sia tutt’altro che robotica. E’ con “First Steps” che, in effetti, cambia la musica, perchè giungono all’improvviso sonorità desolate e piene di pathos che non ci saremmo aspettati. Ma subito dopo ci pensa “Happy Housewives”, nient’altro che un ammiccante divertissement, a dissipare le atmosfere grevi e ancor meglio ci riesce l’armonica di “Salmonella Serenade”. Cito per finire le due tracce conclusive, le già menzionate The Garden” e “The Time Of Your Life”: entrambe sono fra le più complesse ed articolate anche per quanto riguarda la suggestiva parte vocale e non avrebbero sfigurato – soprattutto la seconda –  nella prima produzione dei Depeche Mode. Ricordo infine che No Frills, Just Noise è uscito in vinile in una preziosa edizione limitata.

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