Emian PaganFolk: Acquaterra

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Sono di Avellino gli Emian PaganFolk ma hanno deciso di abbracciare la cultura e la musica folk Celtica e del Nord Europa. Acquaterra è il loro primo album ed è un viaggio a ritroso alla ricerca delle radici e della purezza di antiche tradizioni in cui si rispettavano i ritmi e i cicli della natura e in cui gli Dei simboleggiavano le forze arcane della Terra. Un viaggio che abbraccia idealmente la religiosità pagana, vista come più vera e sincera rispetto alla cultura dominante e massificata. Un punto di vista abbracciato in passato anche da gruppi del neo-folk come gli Ordo Equitum Solis anche se non c’è nessun collegamento con questa corrente. Gli Emian PaganFolk hanno dichiarato di essersi ispirati al gruppo olandese degli Omnia. Gli strumenti usati sono l’arpa celtica di Aianna Egan (Anna Cefalo) che ha studiato proprio questo strumento al Conservatorio, le percussioni e il violino di Emain Druma (Emilio Antonio Cozza) e gli strumenti a corda come il Bouzouki irlandese di Rohan (Danilo Lupi). Le 8 tracce presenti nell’album sono in gran parte riletture e riarrangiamenti di materiale tradizionale . Le atmosfere create hanno una bellezza senza tempo e ci trasportano realmente in una dimensione mitica e al di fuori del tempo in cui Re leggendari difendevano epicamente la propria terra come nella sciamanica “The Last King’s March”. Spesso vengono usati delle sonorità naturali come lo scorrere del fiume in “Mother’s Breath”, un vero e proprio inno Pagano o come il suono del mare nell’iniziale e malinconica“A Sailor’s Tale”. Ma Acquaterra mantiene lungo tutta la sua durata una felice ispirazione, una spontaneità e una “magia” di altri tempi. Il gruppo è spesso attivo dal vivo (tengono in media 60 concerti l’anno in vari festival e manifestazioni). Consiglio quindi caldamente di vederli dal vivo durante il toor promozionale di Acquaterra.

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