All Your Sisters: Modern Failures

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Progetto californiano voluto da Jordan Morrison al quale, dopo poco, si è stabilmente unito Mario Armando Ruiz, All Your Sisters propone un’ulteriore, moderna versione del postpunk da cui trae quanto meno il cupissimo mood che pervade interamente l’album Modern Failures, per ora disponibile in formato digitale o in cassetta a cura della label svedese Beläten ma che uscirà a breve in vinile per Weyrd Son Records. Il disco è caratterizzato da ritmi pulsanti, spesso aggressivi, gelido synth e affilate linee di chitarra che disegnano metallici paesaggi metropolitani; i suoni sono decisamente moderni, ‘conditi’ dalla voce notevole di Morrison che sembra provenire da luoghi oscuri e remoti. Così, dopo l’intro apocalittica di pochi secondi, parte “Tension”, dall’inquietante esordio elettronico che preannuncia la drammatica ‘onda’ assai ben ‘cavalcata’ da chitarra e basso. Segue “Whites”, dal ritmo nervosissimo, la cui atmosfera è resa ancor più ‘perturbata’ da stizzosi riff di chitarra e dal canto incisivo, vagamente smanioso mentre poi in “Pressures of Faith” è soprattutto il synth che si apprezza per le tonalità quasi funeree che confluiscono nella chiusa alquanto angosciante.”A Perfect Body”, per l’andamento convulso e la chitarra tumultuosa sembra in effetti risentire della scuola di The Soft Moon mentre la title track, preceduta da un intermezzo di poco più di un minuto che ricorda il pulsare del battito cardiaco, è davvero notevole: più lenta e cadenzata, è dominata dalla voce intensa di Morrison, qui al suo meglio. Per concludere cito soltanto l’ultima traccia, “Good Clean Men”, una sorta di viaggio indiavolato e allucinante verso una meta impossibile da conoscere.

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