Christian Death, Roma 24/05/2014

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Foto di Canley - Licensed under Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 via Wikimedia Commons

Un sabato qualunque, un sabato italiano, il tempo sembra essersi fermato… Confessioni di un ottuagenario…

Ebbene sì, non avevo mai visto i Christian Death dal vivo. C’era stata un’occasione a Roma nel 1985 (pubblicizzati come “For sin and sacrifice must we die a Christian Death”), ma la persona con cui dovevo andare aveva detto “non vado a vedere un gruppo che dice cose blasfeme”, giuro! E dopo Sex and Drugs and Jesus Christ, avevo smesso di seguirli. Non che non mi fosse piaciuto, “This is Heresy” e “Incendiary Lover” sono grandissimi pezzi, ma insomma mi sembrava che quello che avevano da dire l’avessero detto. Però, quando uno vede che arrivano i Christian Death e rifanno Catastrophe Ballet, come si fa a non andare? E poi, vedrò finalmente Gitane Demone!

Location: Traffic Club. Via Prenestina 738. Ora, se uno non è di Roma, dice, “come fa a esserci una via con il numero 738? A Roma arrivano anche al 1012, volendo. Alla fine non è neanche lontanissimo. Il posto è basico, to say the least, ma ha tutto quello che serve. Patio fuori, sala bar, sala concerto. L’orario non è annunciato, quindi uno dice, se vado lì verso le 10, mi faccio una birra e poi comincerà il gruppo di supporto, no? No. Le birre diventano due, il cantante del gruppo di supporto Date at Midnight, si fa qualche birra anche lui, sotto va una playlist rigorosamente anni ’80/90. Riconosco March of Violets, Sex Gang Children, perfino Nick Cave. Il resto ha un’aria di famiglia, ma non ricordo esattamente cos’è. Il problema è che dopo un’oretta la playlist riparte.

Alla fine, i Date at Midnight salgono sul palco alle 23.30 circa. Non sono male. Bauhaus e Christian Death come evidenti fonti di ispirazione, ma si fanno ascoltare, e poi non siamo qui proprio per questo? Per un tuffo nel passato?

A quel punto si è passata la mezzanotte. Mentre comincio a disperare di potere arrivare sveglio alla fine del concerto, salgono sul palco i Christian Death. Sono in tre. Il batterista sembra giovanissimo, Valor Kand sembra se stesso con 30 anni di più, Gitane Demone sembra molto più giovane, è vestita da sposa, ha i capelli corvini e suona il basso. Si inizia con “Awake at the Wall”. Poi la tipa va a cambiarsi e torna con un corpetto nero e io comincio a domandarmi quanti anni abbia Gitane Demone. A quel punto decido di consultare Wikipedia sullo smartphone e scopro che è tale Maitri.

Rassicurato sul fatto che nessuno ha fatto patti col diavolo, finalmente mi dedico alla musica. Ed è proprio tutta Catastrophe Ballet, suonata nello stesso ordine del disco, in modo un po’ più rock. Alcune parti sono cantate da Maitri anziché dalla voce maschile, con un certo effetto di spiazzamento, soprattutto in “The Drowning”. Il disco è grandioso, e quindi il concerto è godibile ed energetico, ma non intensissimo.

Finita l’esecuzione di Catastrophe Ballet, Valor ci dice, “Adesso abbiamo finito con Catastrophe Ballet e comincia la seconda parte del concerto”. E così è. Un altro po’ di pezzi a me sconosciuti, a parte “This is Heresy” e “Church of No Return” che hanno sempre il loro perché. Alla fine, che sono le due meno un quarto, uno è anche contento, ma si domanda un po’ quale sia il senso della cosa. A tratti, sembrava che se lo domandassero anche loro.

E comunque, per la serie Oldies but goldies, prossimi arrivi a Ottobre: Helmet (20 anniversario di Betty) e Swans a Ottobre, ma al più rinomato Circolo degli Artisti. Non si può mancare! Magari controllo prima se c’è ancora Jarboe…

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