Antonello Cresti: Solchi sperimentali

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Solchi sperimentali di Antonello Cresti è un viaggio attraverso la musica sperimentale e di avanguardia che parte dagli anni ’60 e arriva fino ai nostri giorni. L’autore ha selezionato circa 300 album che ha reputato significativi cercando di estromettere i nomi più famosi per concentrarsi su quelli meno noti. Tutti gli artisti trattati nel testo hanno in comune la volontà di ricerca e l’anelito andare oltre i confini del già conosciuto e del già sentito. Come dice lo stesso Cresti, alcuni strumenti gli sono stati molto utili fra cui libri di culto come i lavori del critico svedese Dag Erik Asbjornsen sulle scene del prog e del Krautrock degli anni ‘70, La musica rock-progressiva europea di Al Aprile e Luca Mayer e Trances & Drones di Gino Dal Soler e Alberto Marchisio. Ma in particolare il vero motore che ha ispirato Solchi sperimentali va ricercato nella mitica Nurse With Wound List, un elenco eterogeneo di artisti – molti dei quali provenienti dalla musica progressiva, dal Krautrock e dall’avanguardia – compilato dal grande Steven Stapleton, leader dei Nurse With Wound, e inserito nel loro album d’esordio del 1981. Il volume è costituito dall’analisi dei dischi ed è diviso in numerose mini sezioni tematiche (con titoli come “Diforisti Sonori”, “Estremo Occidente Elettronico”, “Mistici Crauti”, “Moon Musick”, etc.). Non c’è stata la volontà di essere completisti tuttavia il numero degli album e degli artisti in ambito avanguardistico è notevole. C’è stata – come si diceva –  grande attenzione per gli album sconosciuti e dimenticati. Il cultore di suoni radicali e anticonvenzionali troverà di sicuro pane per i suoi denti. Ecco quindi l’inserimento di gruppi come i tedeschi Dzyan, Limbus, Dom, Yatha Sidhra, Radio Noisz Ensemble, Kalacakra, Siloah, The Nazgul, Pyramid e Sand. Nell’avanguardia italiana spazio a Roberto Cacciapaglia, il primo Battiato (che proprio sconosciuto non è), Opus Avantra, Pholas Dactylus, Area (con la scelta di un disco “difficile” per gli stessi Area come “Event ‘76”), Aktuala, N.A.D.M.A., Lino Capra Vaccina, Claudio Rocchi, Pepe Maina, Franco Leprino. Ma tanti sono i nomi stimolanti come i francesi Pataphonie, Semool e Archaia. Giustamente grande rilievo hanno avuto i Magma, gli Univers Zero, gli Art Zoyd, i Jade Warrior, gli Henry Cow, la Third Ear Band e la scuola minimalista rappresentata da Terry Riley. Fra la sperimentazione contemporanea non potevano mancare i Laibach, gli SPK, i Tuxedomoon, Diamanda Galas e appunto Current93, Coil e Nurse With Wound, artisti questi ultimi di cui Cresti aveva già parlato nei suoi libri precedenti che analizzavano le scene neo-folk e industrial e l’underground esoterico inglese Lucifer Over London e Come To The Sabbat. Ovvio non tutto è stato messo. Se colpisce positivamente l’inserimento del messicano Jorge Reyes per il ritual-ambient si potevano mettere però anche Steve Roach, Rober Rich e Vidna Obmana. Così come non avrei dimenticato per il dark-ambient i Cranioclast. Ma il libro è di estremo interesse e ha il merito di costituire una piccola guida agli ascolti per quello zoccolo duro che segue la musica di avanguardia ed è pieno di tesori dimenticati e dischi di culto da cercare sia per il neofita sia per chi voglia completare qualche mancanza nella propria collezione. Il volume è dedicato alla memoria di John Balance e Claudio Rocchi.

Antonello Cresti “Solchi sperimentali” –Crac Edizioni – 259 pagine – 2014 – Euro 20,00

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