Black Rain: Dark Pool

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Black Rain è il progetto di Stuart Argabright, figura conosciuta da tempo soprattutto per la partecipazione alla band postpunk newyorkese Ike Yard che, per la sua attività negli ’80, è ancora viva nel ricordo di molti. Autore di musica electro-industrial spesso di ascolto arduo nonché di colonne sonore, ora Argabright deve al sodalizio con la Blackest Ever Black sia la riscoperta della produzione antecedente di Black Rain sia la pubblicazione di questo Dark Pool, ultimo album in studio dal 1996, in cui si riconferma artefice di sonorità complesse e cerebrali, caratterizzate da ritmi pulsanti e scenari grigio piombo. Il disco che, per altro, pare risenta dell’influenza del pensiero di Philip K. Dick e di J.G. Ballard, contiene momenti duri e metallici come anche passaggi più calmi di freddissime tastiere, la voce non è quasi mai presente ed i ‘rumorismi’ industriali abbondano: come si diceva, non si tratta di musica da ascoltare superficialmente e richiede abbandono e concentrazione, adatta quindi ad un pubblico appassionato di suoni impegnativi. Dopo un’intro breve e ‘rumorosa’, decisamente foriera di inquietudini,  ecco “Profusion” in cui fredde note elettroniche sono abbinate ad un canto simile ad un’invocazione, una sorta di preghiera medioevale; subito dopo, l’atmosfera diviene sinistra ed è “Watering Hole” che ci trasporta in paesaggi ‘industriali’ popolati di foschi rimbombi. “Endourban” si impone per il ritmo assai più rapido e ‘nervoso’ che evoca immagini ipnotiche di riti tribali, mentre “Burst” introduce artificiali quanto allucinanti sonorità robotiche che si ritrovano, dopo la lunga e oscura – ma un po’ monotona –  ‘cavalcata’ di “Xibalba Road”, in “Data River”. A questo punto, “Night in New Chiang Saen” presenta un tormentoso spazio dark ambient e l’ascolto è divenuto ormai decisamente un po’ faticoso e fino alla traccia finale, “Who Will Save The Tiger”, che introduce un benvenuto tocco di dinamismo, la musica per così dire non cambia. I seguaci del genere sapranno comunque apprezzare gli spunti e l’elaborata ispirazione.

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