Tetrolugosi: Tetrolugosi

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I Tetrolugosi – Sara Paradisi e Camillo Perazzoli – sono un duo italiano, per la precisione marchigiano, che si è formato solo l’anno scorso ed esce in questi giorni con il primo album autoprodotto, appunto Tetrolugosi. Per quanto ‘acerbi’, i due, che si ispirano ad un’elettronica oscura con una tradizione ormai ben lunga alle spalle, si dimostrano però autonomi ed originali sia nelle soluzioni musicali che, di tanto in tanto, appaiono curiose, sia nei testi a volte non solo grotteschi ma piuttosto umoristici; del resto si pensi al nome che si sono scelti… Musicalmente il loro stile è dominato dalle tastiere con le quali entrambi si rivelano assai abili: Sara Paradisi ama anche utilizzare strumenti insoliti o ‘vintage’ come per esempio il theremin e utilizza la propria eterea voce in contrapposizione con i toni bassi e profondi  di Perazzoli creando atmosfere particolari e suggestivi giochi di contrasto. Per avere un saggio delle doti canore di quest’ultimo, basta l’ascolto della prima traccia, “The Golden Bug”: su un accompagnamento elettronico dal sapore vagamente ‘retrò’  si innalza la voce dai toni talmente profondi da suonare quasi cavernosa mentre i delicati gorgheggi in sottofondo producono un effetto singolare, niente affatto spiacevole. Subito dopo, ancora note d’altri tempi in “The Milky Way”, dove il canto diviene più nostalgico ed accattivante e le tastiere sono davvero pregevoli nel loro evocare paesaggi eterei e sognanti e poi la deliziosa “Till We Are Buried”, dalla patina medievaleggiante che suggerisce visioni di antichi castelli circondati da boschi. “Tonight The Dead Can Dance” attesta la dimestichezza del duo con la sana e solida tradizione wave e Sara Paradisi è qui decisamente in gran spolvero. Ma la natura forse un po’ ‘burlona’  dei nostri ben si manifesta nella successiva “Tastaferro”, che sembra più che altro  un susseguirsi di ‘gag’ su un divertente sottofondo elettronico: ammetto di essere rimasta interdetta. La vena ‘giocosa’ si riscontra anche nella successiva “There is a Sleeping Lawyer” che fa pensare alla caricatura di un pezzo dark, in “Filthy Sinners” e in ‘Satanicorgy’, in cui viene riproposto il ‘vocione’ baritonale in un’atmosfera da B Movie e così in “Sumo Wrestler” i due sono ormai scatenati e ci si sente al centro di un episodio dei Dragon Ball. Il lavoro dei Tetrolugosi appare animato da una duplice ispirazione che sa dare risultati davvero felici: tuttavia, se sono da apprezzare creatività e fantasia ovunque presenti, il rischio è un po’ quello di provocare disorientamento. Di certo, comunque, di loro non si potrà mai dire: è sempre la solita ‘solfa’.

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