The Council of The Days: Dark Night of the Soul

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Dark Night of the Soul è il primo full-length, interamente autoprodotto, di una one-man band, The Council of The Days,  a cura dell’americano Edward Schreiber. Costui, palese ammiratore di Sisters of Mercy, Fields of the Nephilim e via dicendo, ha iniziato il suo progetto nel 2010 con l’intento di convogliare la propria ispirazione verso qualcosa di personale senza tuttavia perdere le radici goth ed allontanarsi dalla sua musica preferita. Così dopo una serie di singoli e qualche contributo in raccolte di genere, quest’anno Schreiber è giunto al traguardo di una produzione globale che contiene alcuni suoi brani del passato ed altri inediti. Dark Night of the Soul è un disco di musica gothic/wave classico, ovvero aderente in tutto e per tutto ai canoni che conosciamo ed è un ascolto assolutamente piacevole per chi non pretenda l’originalità ad ogni costo. Il breve, solenne inizio di “Praeludium” attesta la conoscenza di Morricone, prima che la chitarra di “Methedrine” ci induca in gradevoli ricordi nei quali aleggiano soprattutto i Sisters Of Mercy: nessuna novità, per amor del cielo, però…ammetto che l’ascolto non spiace affatto. “House of the Serpent” ribadisce il concetto, orientandosi tuttavia maggiormente al dancefloor mentre “Epitaph (Second Seal)” va di basso, strizzando l’occhio al postpunk. Segnalo poi “Anaesthetics” e “Ego Sum Chao”, lente e decadenti, “Leviathan” più orecchiabile ma con un riff di chitarra notevole e le ultime due cupissime tracce, “Funebrae” e “Postludium”, l’una strumentale e solenne, l’altra misteriosa, a tratti lugubre e non del tutto scevra da derive ‘tribali’. In conclusione, “Dark Night of the Soul” appare un esordio di certo dignitoso, benchè senza troppe sorprese.

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