B.H.D.: Nothing is Colder Than You

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Il progetto B.H.D. ( Black Hotel’s Doorkeepers) rientra nella moderna wave francese – l’origine è infatti Nimes – e nasce nel 2012 fondamentalmente per volontà di David Droz, appassionato delle sonorità ’80 e, soprattutto dei Joy Division, dei quali si propone evidentemente di diffondere il verbo anche fra coloro che non hanno avuto la fortuna di poterli ‘vivere’ direttamente. Nella musica di Droz – lo si vede in questo debut album, Nothing is Colder Than You – il basso ha un ruolo fondamentale e lui ne sa trarre abilmente note cupe e nervose, la chitarra oscilla fra passi altrettanto cupi ed altri, invece, acuti quasi laceranti mentre il canto ha spesso il timbro drammatico del compianto Curtis: il risultato in verità non sarebbe affatto male se, talvolta, l’eccessiva fedeltà al modello non destasse l’impressione di un atteggiamento esclusivamente imitativo che porta poco frutto. La prima traccia, “Nothing Is Simple” è una fra le più gradevoli dove la melodia originale ed il ritmo frizzante definito da un estroso basso sono abbinati alla voce dai toni ‘imbronciati’ con risultati  efficaci.“You Know What I Mean”, bel basso ‘wave’ con tanto di tastiera, in verità sembra più vicina ai Cure, come del resto è il caso di “To Say Goodbye”. Più cupa e gotica la title track decisamente uno degli episodi migliori con la successiva “You Call My Name”: quest’ultima, fra i toni profondi della voce ed i ‘lamenti’ della chitarra appare pervasa di pathos drammatico. Poco più in là ecco “Secret”, malinconica ed intensa anche grazie, di nuovo, alla bella tastiera. Ma per quanto riguarda il resto, si passa più tempo a stabilire a cosa di già sentito somiglia ogni brano che a concentrarsi sulla musica in sé: di “The Revolution Is On The Way”  si apprezza la gradevole interazione di basso e chitarra sul ritmo vivace e stringente, “And After She Died” però sembra provenire direttamente dal repertorio dei Joy Division, così come è il caso di “Walking on the Sky”; più in là invece, “You Go Away” si avvicina maggiormente allo stile ‘Cure’. In conclusione, vogliamo considerare Nothing is Colder Than You un buon punto di partenza e sperare che Droz trovi in seguito modi di espressione più personali.

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