Crimson Blue: The angelic performance

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1. La celestiale (beh, la definisco sempre divina, cambiamo, no?) Turunen se li porta con sé in tour 2. Provengono dalla Russia, nazione di musicisti preparatissimi e valenti, e ricca d’una indiscutibile tradizione culturale 3. Incidono per My Kingdom Music, label che interpreta il più genuino spirito indipendente e già laboratorio di interessantissimi progetti. Sono tre note che mi ero appuntato sul diario, mentre stavo ascoltando per la prima volte The angelic performance. Trattasi di gothic-metal, divisione female-fronted. Inflazione a livelli sudamericani, si sa, ma nel caso dei Crimson Blue conviene fermarsi e valutare con attenzione il materiale proposto. Forse perché liberi da pressioni (la concorrenza casalinga è praticamente inesistente), forse perché provenienti dai lembi estremi del music-biz, territori incontaminati, si presuppone, ecco che i cinque componenti il complesso si presentano senza remore, citano fonti quando devono farlo e profondono ingegno proprio quando si sentono liberi di poter osare. Tecnica ma anche gusto melodico, canzoni mai troppo cervellotiche, il cantato sì piacevolissimo, Dani Hellstrom non è la solita sirena intenta in acrobazie vocali dalla prima all’ultima nota dimenticando che dietro ci deve essera anche una buona canzone almeno. Tutti al servizio del gruppo, così The angelic performance piace, anche quando si lascia andare all’emulazione (peccato venalissimo, come in “Locust”), ma sopra tutto quando si libra alto nel cielo libero da vincoli. Fra i picchi “Mechanical Madonna”, “Lab II Yggdrasil”, l’emozionante “Tonalli”, la suite “Black wings”, dodici minuti scarsi di pura suggestione, ove gli strumenti s’intrecciano (Dani si occupa pure delle tastiere, le due chitarre interagiscono perfettamente, la sezione ritmica fa impallidire tanti illustri colleghi) in un susseguirsi d’ambientazioni che coinvolgono l’ascoltatore (il prog-metal spogliato della sua vanità e riportato ad un livello umano), ed ove mai viene meno la tensione; non potevano esprimere meglio le loro qualità, i Crimson Blue, pronti ad impegni probanti come affrontare l’esigenti platee europee intente a glorificare Tarja. Siamo appena un gradino al di sotto di Epica, dei Nightwish con la Jansen, degli Within Temptation ed anche coi nostri Lacuna Coil (gli input modernisti di “Dolores” stabiliscono più d’un punto di contatto coi nostri), ma manca davvero poco…

Per informazioni: http://www.mykingdommusic.net
Web: http://www.facebook.com/crimsonblueband
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