Dystopian Society: Violations

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Benchè  circolino proprio dalle nostre parti, non era ancora capitato, su Ver Sacrum, di parlare di Dystopian Society, il progetto fiorentino di Max Skam e Sara Hexe che, in attività fin dal 2010, dopo aver fatto uscire nel 2012 l’album Cages, generalmente assai ben accolto, ha rilasciato quest’anno un ulteriore EP intitolato Violations. Come da loro stessi dichiarato in varie occasioni, l’ispirazione della loro musica proviene da quella parte del postpunk più vicina al punk ma oltre allo stile oscuro, spesso ‘crudo’, sono i testi da prendere assolutamente in considerazione per i riferimenti sociali che contengono, tanto da arrivare, talvolta, all’aperta denuncia. Nell’universo di Dystopian Society, la chitarra domina con tutto il suo impeto, il basso letteralmente ‘ferisce’ e le loro esibizioni live sono già quasi leggenda; l’energia si sposa con la rabbia, la potenza è diluita nella tenebra mentre in sottofondo serpeggia spesso una sorta di tormento che un po’ fa male. Il primo dei quattro brani dell’EP è la title track: lo scenario rimanda palesemente al passato e qua e là si ritrovano i vecchi Killing Joke ma che forza, ragazzi! “No Deliverance” ripropone un punk incisivo e colorato di nero che, a tratti, ricorda addirittura i Clash, forse per la parte vocale che, in qualche passaggio, fa venire in mente Joe Strummer. Su “Morire per Vivere” che si può dire? E’ puro distillato di punk al cento per cento, la classica ‘botta di vita’: se non amate il genere saltate pure il pezzo. Ma la nuova versione di “The Legacy of Wars”, brano bellissimo e con una chitarra assolutamente brillante, un ritmo da capogiro e l’atmosfera più fumosa che si riesca ad immaginare non è da perdere: l’anima apocalittica della Toscana sta nell’energia dirompente dei Dystopian Society!

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