Lordi: Scare force one

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Pagliaccioni sì, i Lordi, ma capaci di appiccicarti addosso l’anthem vincente, quello che pare assemblato apposta per piacerti, senza per questo apparir venduti; venti e più anni d’attività e sette long-playing compreso il presente lo testimoniano. Look e tematiche collaudate, Mikka Jussila al mastering e Mikko Karmila alla produzione (team d’eccellenza), un suono scintillante e la solita vena horror da fiera novembrina (“Hell sent in the clowns”), cori a non finire, come resistere a Mr. Lordi ed alla sua combriccola? Ma Scare force one è costituito innanzi tutto da ottime canzoni (“She’s a demon”), come la title-track che potrebbero ri-presentare all’Eurofestival (per vincerlo), o come il singolone “Nailed by the hammer of Frankenstein”. E se non vi sembrano seri… beh, non penso che per loro questo sia un problema soverchio, la solita carrettata di dischi, anche in tempi di crisi come questi, la venderanno comunque. Anzi, proprio quando tutto appare più cupo, una buona dose di humor nerissimo fa bene, e va assunto in dosi massicce! Il piano che non lascia presagire nulla di buono di “House of ghosts”, la perversa “Cadaver lover”, quei chitarroni che paiono piovere dal cielo come mannaie affilatissime, la sezione ritmica che tritura tutto, cadenzati oscuri (“The united rocking dead”) ed ironia a volontà (chissà cosa nasconde “Hella’s kitchen”…), questo ed altro è Scare force one, ed il carniere dei finnici è sempre più ricco di trofei da esibire, fra sangue e frattaglie a volontà. A Rovaniemi fa freddo, si sa, ma il brodino che Mr. Lordi vi offre…

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