People Of Nothing: People Of Nothing

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Un disco onesto e ben fatto People Of Nothing, debut album dell’omonimo progetto francese attivo dal 2008, facente capo a Florian Chombart e parte della scuderia della Manic Depression Records. La musica si posiziona in ambito coldwave ma pur non brillando per originalità si apprezza per l’uso abile della chitarra, suonata da Chombart stesso, che non disdegna derive shoegaze anche di una certa forza. Si annusano i Joy Division nella bella opener “Hold” dal ritmo intenso e il canto che ricorda tantissimo il compianto Curtis: ci sentiamo subito a nostro agio. “Haircut The Grass” è un’incursione nel postpunk più classico, con sonorità distorte abbinate ad ottimo basso a delineare un paesaggio deliziosamente cupo, mentre “My Stain” ribadisce la vicinanza ai Joy Division inanellando note malinconiche e pacate fra “Love Will Tears Us Apart” ed i primi Editors. Ma “A Break To Cry” si orienta  verso lo shoegaze, la chitarra prende il sopravvento e l’atmosfera, più che oscura, si fa ipnotica per dissolversi nelle ombre profonde e cadenzate di “Hoax Nöse”. Così, dopo “Unforgettable” che, a dire la verità, per quanto di ascolto gradevole,  pare tuttavia eccessivamente influenzato dagli Editors arriva il piano di “Love Action”, uno dei brani migliori: melodico, desolatamente romantico sa creare un clima davvero seducente. Chiude “Hour Days” all’insegna del postpunk: basso, tastiere,  gli ingredienti ci sono tutti per un pezzo cupo ma godibile al massimo. Buona, vecchia wave….

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