Lydia Lunch & Spiritual Front: Twin Horses

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Con un’operazione forse un po’ bizzarra, la Rustblade fa uscire in questi giorni Twin Horses, uno split contenente cinque brani di Lydia Lunch & Cypress Grove e altri cinque del gruppo italiano Spiritual Front. Di questa nuova versione della Lunch, avevamo già parlato in estate a proposito di  A Fistful Of Desert Blues, l’album che, appunto , ha sancito la nuova, fruttuosa collaborazione con il chitarrista blues Cypress Grove: la voce profonda, talvolta roca della’artista americana si sposa mirabilmente allo stile blues esprimendo gli aspetti più cupi e ‘gotici’ del paesaggio americano ed evocando visioni di deserti e solitudini che sanno coinvolgere intimamente. I pezzi presenti in questo split proseguono l’esperienza riproducendone in pieno l’intensità. Già la prima traccia, “Death Is Hanging Over Me”, cover di un brano di Nikki Sudden and The Jacobites, esordisce con la chitarra struggente lasciando poi tutta la suggestione al canto davvero toccante.  Delle altre, segnaliamo “Unholy Ghosts”, in cui la voce sofferta e le note di chitarra volutamente disarmoniche producono un effetto vagamente spettrale, “Put You Down” sembra più parlata che cantata, mentre insolita ma piena di poesia la cover di “Hotel California” degli Eagles che ne trasfigura decisamente lo spirito in una forma assai più moderna e drammatica.

Gli Spiritual Front di Simon Salvatori, storico gruppo italiano di dark-folk, completano l’album alla loro maniera. Dopo la fruttuosa collaborazione con Stefano Puri nell’ottimo Black Hearts In Black Suits – un lavoro vicino alle atmosfere mitelleuropee di Kurt Weill e ispirato all’opera di Rainber Fassbinder – in Twin Horses l’artista romano, da vero e oscuro chanssonier, ritorna alle ambientazioni acustiche e malinconiche in cui eccelle. “Buried Friend” è una ballata con echi western e con una bella tromba in evidenza che ricorda i Death In June “morriconiani” del classico Nada! (quelli di di “The Honour Of Silence”). “My Love Won’t Fade” è sempre nello stesso stile e si avvale di un’efficace e accattivante melodia. “My Name Is Written In The Ashes Of Mouraria” è invece una traccia tristissima e struggente che evoca stati d’animo desolati mentre “Dear Lucifer” è aggressiva e elettrica, la sezione ritmica è potente e la voce di Simon Salvatori allude ad atmosfere perverse. Chiude una sorprendente cover acustica di “Love Machine” dei W.A.S.P., il noto gruppo heavy metal statunitense. In definitiva niente che già non si sapesse degli Spiritual Front ma in ogni caso una piacevole conferma.

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