Zauber: Engel

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Engel è il secondo cd del progetto elettro di Ludovic Dhery di Exponentia, che mantiene l’ambientazione neoclassica, tragicamente Wagneriana, mischiandola però con sonorità decisamente più electro e ballabili, per un risultato più fruibile anche dal pubblico più orientato a serate dark rispetto ad ascolti domestici più intimisti.
L’intro è molto epico e marziale: “Ewigkeit” ha una bella apertura neoclassica che sfuma in una parte più ritmata, sulla quale spicca un tormentato cantato in tedesco, che per enfasi potrebbe ricordare quello di Oswald Henke, un artista apprezzato da Ludovic.
“Gottes Strafe” ha un intro minimale, che si trasforma in un pezzo ipnotico e molto ballabile.
“Sturm” è più rumorista e tormentato, avvicinandosi come atmosfere a quelle dei Das Ich.
“Überleben” ha un ritmo non eccessivo e delle sonorità impregnate di angoscia.
“Tränen” è un brano strumentale con sonorità da dark cabaret e dei suggestivi intermezzi di violino.
“Shlafen” è aperto da suoni disturbati, che si mischiano ad un ritmo veloce ed oscuro, la colonna sonora della danza in una sala da ballo spettrale.
“Notschrei” ha un ritmo molto potente, tanto da avvicinarsi all’EBM di vecchia scuola, anche se con un ambientazione più spettrale.
“Die Kerze” ha lo stesso stile, anche se ha un’apertura molto orchestrale, la cui melodia ritorna a sprazzi anche nel prosieguo del brano.
“Unwiderstehlich” rispetto ai due brani che lo procedono è più lento, e con la voce quasi recitata ha un insieme nervosamente narrativo.
“Heilige Ort” è atmosferico e tormentato, come il racconto di una situazione, di un ambiente claustrofobico, opprimente.
Il breve Outro che chiude il lavoro sembra preso da una colonna sonora di film dell’orrore.
Un lavoro per gli amanti del genere, che non sfigura a fianco di tanti altri.

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