40 anni di Profondo Rosso/Simonetti’ s Goblin Live

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I Goblin, gruppo leggendario italiano di rock progressivo, non avrebbero mai potuto sperare di essere ospitati sulle nostre pagine se non fossero stati abbinati da sempre ai film più importanti di Dario Argento, dei quali hanno scritto e/o arrangiato le colonne sonore. Forse Profondo Rosso, Tenebre, Suspiria e via dicendo sarebbero diventati famosi anche con musiche diverse: resta il fatto che il lavoro dei Goblin ha contribuito in modo fondamentale alla riuscita ed al successo delle pellicole del regista italiano, decretandone la diffusione in tutto il mondo. I Goblin e Dario Argento hanno in un certo senso goduto gli uni della ‘luce’ dell’altro, anche se la conseguenza di questa ‘relazione’ molto speciale è stata una sorta di reciproca dipendenza. La carriera dei Goblin ha conosciuto fasi differenti caratterizzate da numerosi cambi di line up; caduti a volte nel silenzio, sono tuttavia riapparsi probabilmente per la volontà del grande Claudio Simonetti che, con il suo progetto più importante, non ha mai chiuso i conti. Il suo nome, nonostante le peculiari ed innegabili doti di musicista, è quindi rimasto legato a quello del regista ed è per le colonne sonore, in fondo, che viene ricordato. Come egli viva il fenomeno si può solo ipotizzare: con il tempo, sembra evidente che lui stesso abbia preferito incoraggiarlo, come attesta questa ‘operazione nostalgia’ ideata per i quarant’anni di Profondo Rosso. Dario Argento aveva già annunciato per il 2015 la versione restaurata della pellicola a cura della Cineteca Nazionale; Simonetti, a quanto pare, non ha voluto essere da meno: una live score del film eseguita dai Goblin in persona è apparsa a molti una proposta decisamente ‘succulenta’ e così, come si è visto in occasione della prima data del tour che prevede diversi appuntamenti anche all’estero, il pubblico ha risposto in massa affollando la sala grande de La Città del Teatro di Cascina (PI).

Inutile ricordare che la band è oggi scissa in Goblin e Claudio Simonetti’s Goblin, a seguito di un percorso difficile che ormai non interessa rievocare. Così, dei quattro di Profondo Rosso la sera del 20 febbraio era presente unicamente Simonetti e, accanto a lui, comparivano membri dell’altro suo progetto, i Daemonia. I musicisti si sono dimostrati all’altezza; tuttavia all’indomani della loro esibizione che, sul momento, ha riscosso il successo che era giusto attendersi, erano in molti i delusi, oserei dire fortemente delusi, e le critiche sono piovute da ogni direzione, colpendo sia l’organizzazione sia gli artisti. La platea, con ogni evidenza, era divisa fra i ‘cinefili’, che erano interessati principalmente alla visione del film nel contesto teatrale, ed i fan della musica, per i quali probabilmente era sufficiente assistere al live per tornare a casa contenti. Agli appartenenti al primo gruppo, in effetti, non poteva andare peggio di così: lo schermo su cui veniva proiettato Profondo Rosso aveva dimensioni di poco superiori a quelle di un comune televisore casalingo; la proiezione assurdamente ‘difettosa’ si è interrotta più di una volta in scene chiave e proprio mentre i nostri erano all’opera ed inoltre, con il proiettore stranamente posizionato in basso, chiunque passava disturbava la visione, indispettendo i presenti.

Per i fan dei ‘suoni’ – tra i quali la sottoscritta che, avendo visto il film davvero troppe volte, si sarebbe tranquillamente accontentata della band – la serata invece non è stata poi così male: Simonetti & Co.hanno fatto il loro dovere, prevalendo anche sui curiosi rumori di sottofondo di indefinibile provenienza, di cui avremmo fatto volentieri a meno. Per quanto mi riguarda, la delusione aveva un’altra causa: il gruppo si è limitato ad eseguire dal vivo i momenti musicali della pellicola e, al termine della visione, ha raccolto gli applausi, ha salutato e se n’è andato senza voltarsi, per un totale di circa mezz’ora di live. Non che non fosse stato annunciato chiaramente il contenuto dello show, per carità, ma non concedere neanche un minuto in più del loro repertorio mi è parso un atteggiamento un po’ da ‘tirchi’. Dal momento che, come accennato, Claudio Simonetti ed i suoi porteranno in giro la loro esibizione in varie città, possiamo allora augurar loro che riescano a procurarsi almeno uno schermo ed un proiettore decenti perché altrove potrebbero trovare spettatori meno accomodanti di quelli toscani.

foto di Mrs. Lovett

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