Exit Strategy: Exit Strategy

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Progetto gallese voluto da Berwyn Waddon, Exit Strategy è attivo già da qualche anno. Nato come esclusivamente strumentale, nel 2013 esso si è ampliato con la voce di William Westwater dei Fear Incorporated e, recentemente, ecco l’album, Exit Strategy. Ferme restando le atmosfere dark e l’ispirazione palesemente legata alla tradizione ’80, lo stile del duo sembra essere aperto ad ogni tipo di influenza e, come affermato recentemente dallo stesso Waddon in un’intervista circolata in web, la sua musica è da considerarsi svincolata dalle definizioni e disponibile all’introduzione di elementi anche eterogenei, provenienti sia dal punk che dal post-punk come anche dal goth e dal metal. Tutte queste caratteristiche in effetti si rilevano nel lavoro degli Exit Strategy. Dopo la breve “Intro”, la prima traccia, “Rage Of Decay” mostra chiara l’impronta goth con chitarra massicciamente presente e ritmo sostenuto mentre la voce mostra notevole incisività: dal vivo deve essere un bel sentire! Segue “Baptism Of Fire”, già apparsa in una compilation goth pubblicata da Sombrati Records: qui lo scenario si fa ribollente, la chitarra diviene aggressiva, il canto davvero trascinante e la componente metal si rileva forte e chiara. Ma la strumentale “Arise” ci propone cupissimi suoni post-punk/goth non esenti da echi morriconiani e “Midnight In Eden” sorprende per il contrasto fra il malinconico e romantico inizio ingannevolmente pacato ed il ‘corpus’ definito da un ritmo forsennato ed una parte vocale potente ed impetuosa. Poco più in là, “Madness Resides Within” per quasi dieci minuti illustra un paesaggio a tinte scure e pesanti i cui confini sono tracciati dai robusti toni della chitarra che, in assenza della voce, rendono davvero apocalittici molti passaggi: una prova di abilità che, a mio avviso, avrebbe reso di più su una durata minore. Riuscito anche l’esordio di “A New Crusade For New Lies”, con note orientaleggianti che precedono l’esplosione ‘metal’ di una indomabile chitarra, mentre la title track ci fa sobbalzare con le sirene dei primi secondi per poi trasportarci in un universo ‘metallico’ reso ancor più ‘cruento’ dall’incandescente parte vocale di Westwater.L’album degli Exit Strategy, che offre in chiusura la lunga e composita “Counter Clockwise Revolution” ed un outro in stile ‘rituale’, appare così un lavoro impegnativo,  vitale ed  interessante con solo qualche momento faticoso.

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