Bat Nouveau: Metamorphoses

0
Condividi:

Niente affatto male questo progetto australiano, fondato nel 2008 da Todd Manion e Alex Palmer che tuttavia solo di recente ha pubblicato il primo full-length, Metamorphoses. Post-punk, new wave e goth sono le parole d’ordine del duo, che attinge elementi da questi filoni, utilizzandoli con disinvoltura al fine di creare il proprio sound: un’operazione che, in verità, riesce solo sporadicamente; ciò non toglie che la musica dei Bat Nouveau resti un ascolto assai gradevole per noi amanti del genere. La prima traccia, “The Cry”, non potrebbe essere più tradizionale di così: siamo in paesaggi goth oscuri e un po’ aggressivi, sotto l’egida di Killing Joke dei vecchi tempi. La seconda, “Portent” accelera il ritmo senza discostarsi più di tanto dalla strada intrapresa, ma non si può non apprezzare il carisma e la forza della parte vocale a cura di Manion sul quale in effetti Coleman ha decisamente lasciato il segno. Nella successiva “Lilies II” l’atmosfera è resa ancora più greve da minacciose sonorità elettroniche mentre il canto si trasforma in una sorta di torva declamazione: niente che lasci a bocca aperta, ma il risultato è davvero efficace; subito dopo, “Dust” strizza palesemente l’occhio al deathrock e, a questo punto, si salvi chi può, perchè con la successiva “Hung High”, che all’inizio ricorda soprattutto i Bauhaus, i nostri incalzano e finiscono con lo ‘schiaffeggiare’ letteralmente chi ascolta con la forza dei suoni. Anche “Slowburn” in verità fa un bel po’ di confusione e la chitarra appare incontenibile, ma non ancora come in “Wreckage” in cui giunge al parossismo della furia in un inferno di distorsioni e la voce non è da meno. La cosa sorprendente è che i due sembrano poi volersi dare una calmata, per così dire, e infatti in “Ghoststeps” troviamo uno scenario assai più pacato ed un arrangiamento più lineare di chitarra e basso improntati ad una malinconia sconsolata. Ma in chiusura, “Death Mask” – già nel precedente singolo – e “Our Black Day” tornano a quelli che sono i riferimenti principali dei Bat Nouveau, cioé Bauhaus e Killing Joke ed i due brani risultano suggestivi e coinvolgenti. In sostanza, Metamorphoses non delude e, trattandosi in fondo di un debut album, possiamo augurarci che in seguito il duo guardi sempre più avanti anziché indietro.

Condividi:

Lascia un commento

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.