Blonde Redhead + Niagara, Firenze 14/03/2015

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Blonde Redhead a Firenze - foto di DJ Lovv

Rivedo con grande piacere i Blonde Redhead, di scena al Viper di Firenze a supporto dell’ultima fatica discografica Barragán. Sebbene il nuovo album non mi abbia entusiasmato, alta era l’attesa del sottoscritto nel vedere nuovamente dal vivo la formazione di Kazu Makino, Amedeo e Simone Pace, autrice nell’ultimo decennio di alcuni lavori in studio a mio avviso eccellenti – mi riferisco in particolare alle uscite 4AD – e che dal vivo rimane sempre e comunque una garanzia. Il concerto di questa sera non fa altro che confermare lo spessore della band statunitense.

Ad aprire le danze una formazione italiana, i Niagara, dedita a sonorità pop ed elettroniche, con una marcata vena sperimentale. In formazioni a tre, due componenti a voce e sintetizzatori/programming ed un batterista, questa band ci propone circa mezz’ora di musica senz’altro valida, con un utilizzo di voce “filtrata” in alcuni episodi nonché percussioni.

Cambio di palco ed entrano in scena i Blonde Redhead. Affluenza di pubblico più che buona, a mio avviso superiore all’ultima prova live sempre al Viper di Firenze, tenutasi alcuni anni fa a supporto di Penny Sparkle. Band come sempre coinvolgente dal vivo, buona acustica e live, rispetto alle ultime esibizioni dal vivo del gruppo a cui avevo assistito, meno incentrato sull’atmosfera e più – vuoi anche per la direzione musicale intrapresa con l’ultimo album – rock oriented.

Il gruppo si presenta al pubblico con la title track dell’ultima fatica in studio, seguita da “Lady M”, uno dei brani più piacevoli di Barragán, con la singer Kazu Makino ad ammaliare i presenti con la sua inconfondibile voce.

Oltre a diverse canzoni estratte dall’ultimo album, su cui mi soffermerò in seguito, i Blonde Redhead ci regalano ovviamente anche alcuni brani dei precedenti lavori, cito “Falling Man” e “Doll is Mine” da Misery is a Butterfly, riproposte in maniera a dir poco impeccabile dalla band e con un’interpretazione davvero ottima di Amedeo Pace alla voce.

Non da meno “Love or Prison” che cattura i presenti grazie ad una Kazu Makino superlativa.

Canzoni più e meno recenti si amalgano alla perfezione nel corso del concerto, grazie ad una band che dimostra ancora una volta di avere una marcia in più nella dimensione live.

Venendo ai brani dell’ultimo lavoro in studio – diversi, com’era ovvio prevedere sono stati gli estratti da Barragán – riconosco che alcuni sono riuscito ad apprezzarli maggiormente rispetto alle versioni su disco, in particolare “The One I Love”, ben eseguita e con una Kazu Makino impeccabile; non male anche “Mind to Be Had” con Amedeo Pace sugli scudi a voce e chitarra. Discorso a parte invece per “Dripping”, probabilmente il brano migliore di Barragán e riproposto in maniera eccellente dalla band.

Prima parte del concerto che si chiude con un vero e proprio cavallo di battaglia dei Blonde Redhead, “Spring and by Summer Fall”, applauditissima dai presenti.

Dei brani eseguiti nel bis cito “Violent Life”, gran bel brano della primissima fase della carriera del gruppo (tratto dal secondo album della band, La Mia Vita Violenta, uscito nel 1995) e due songs con una Kazu Makino ancora una volta superlativa, “Melody” ed infine “23”, title track dell’omonimo album, con la quale la formazione statunitense si congeda tra l’entusiasmo dei numerosi fans accorsi.

Altro ottimo concerto per i Blonde Redhead.

Blonde Redhead a Firenze - foto di DJ Lovv

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