Dope Stars Inc.: TeraPunk

0
Condividi:

Elementi di rottura presenti nel quinto lavoro dei Dope Stars Inc. possono individuarsi in “Do it yourself” ed in “Along with you”: due canzoni diverse nel loro approccio alla melodia, ma che lasciano intravedere una significativa svolta in direzione di sonorità che i DSI potrebbero in futuro approfondire, forti di uno stile che hanno consolidato negli anni, a partire dall’esordio “10.000 watts of artificial pleasures EP” del 2003. La prima è power-glam-pop che si esalta in una serie di semplici ma efficacissimi accordi ramonesiani, la seconda che potrebbe sfondare nelle play delle radio a diffusione nazionale, se solo ci fosse un, dico uno!, dj non asservito alle regole ferree dell’airplaying dopato (!) dalle label e dagli uffici marketing. Tastieroni irresistibili, armonie sbarazzine ed obiettivo centrato. Ma ovviamente non mancano i classici ai quali la crue di Victor Love non può assolutamente rinunziare: il reparto è costituito da “It’s going to rain for you”, “Dressed inside your fear”, “You have no chance” e “Don’t wanna know”, attacco alla DSI, ritmo forsennato, cori da singalong. E che dire dei ritornelli bubblegum di “Spider claw” o del Marylin Manson che sbuca in “Many thanks”? Poi spazio al dance-floor con “Take it”, ma “The believer” con quel non so che di nu-metal chiude meravigliosamente il disco con quell’infinito, liquido a-solo… Capitalizzate le esperienze maturate on tour, forti di un ego smisurato che li porta ad osare e sopra tutto a non curarsi troppo delle altrui reazioni (come i primi Motley Crue ai quali sovente li accosto in quanto ad attitudine), i DSI continuano a proporsi come una realtà capace di tagliare l’underground in due parti distinte, in bilico fra alterna e pulsioni commerciali, pronti ad aggredire il centro del music-biz partendo dai margini con incursioni mirate e destabilizzanti. E sopra tutto dimostrandosi attenti analisti delle realtà multiformi che li circondano, pronti ad assorbirne gli elementi più innovatori (perfetta la fusione fra strumentazione tradizionale ed artificiale). Goth, metal (più nu che classico), glam, visual-kei, formule apparentemente astruse in realtà semplicissime, la chiave del successo? Posizionatevi a metà di “The believer” e mettete in loop l’assolo, e non pensate ad altro… Mandiamoli all’Eurofestival, finalmente avremmo dei degni rappresentanti, non la solita muffa!

Per informazioni: http://www.facebook.com/dopestarsinc
Web: http://www.dopestarsinc.com
Condividi:

Lascia un commento

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.