Lordi + Sinheresy, Pordenone 06/03/2015

0
Condividi:

Lordi a Pordenone - Foto di Hadrianus

Sì, sarà la solita cerimonia del rock’n’roll, celebrata in tutta la sua trita pompa. Ma chissenefrega, questo è il rock’n’roll! Mr. Lordi e combriccola planano col loro Scare Force One sul Deposito Giordani di Pordenone (pronto ad accogliere i Satyricon!), e danno il via alla carnevalata con il singolo che ha fatto da apripista alla loro ultima, positiva fatica discografica.

“Nailed by the hammer of Frankenstein”, con “This is heavy metal” ed “Hard rock Hallelujah” il trittico che esplicita la meglio il concetto di anthem, e questo è quello che i Lordi sanno fare meglio. Brani semplici e diretti, coinvolgenti ed eseguiti da musicisti che non sono dei mostri di tecnica, ma sanno padroneggiare il palco, per nulla annichiliti dall’ingombrante (anche in senso… fisico) presenza del main-man. Lo hanno già fatto (e ci riescono ancora benissimo, vero?) i Kiss (a proposito, l’intro è stata affidata a “God of thunder”… non può essere un caso), Alice Cooper, i dispersi Twisted Sister e pure gli spompati W.A.S.P. (probabilmente giunti al capolinea, ora che Blackie Lawless ha visto la Luce!).

Se ne facciano una ragione, gli scettici, è dal 1992 che i finlandesi continuano a proporci le solite storielle di demoni, mostri, frattaglie varie… e lo fanno ancora piuttosto bene. Forti di una discografia che, nel loro campo, è inattaccabile, come pure la devozione che si sono guadagnati in questi anni di carriera, uno status inattaccabile, forse proprio perché all’estero, e soprattutto nel loro Paese, nessuno sta a sindacare se il proprio gruppo prediletto partecipa, sbaragliando peraltro la concorrenza, all’Eurovision Song Contest (nel 2006, proprio con “Hard rock hallelujah”, e chiudendo pure, lo stesso anno, la serata finale degli MTV Music Awards). Chi rappresenta solitamente l’Italia (ed anche gli altri non è che propongano di meglio…)?

Chicche sparse: “Would you love a monsterman?” chiude l’esibizione, primo loro singolo del 2002. Poi “Don’t let my mother know”, retro di “Devil is a loser” dell’anno successivo. Da Scare Force One la title-track, proposta tra i bis, poi “Nailed by…” che ha aperto di fatto il concerto, “How to slice a whore” ed “Hell sent in the clowns”. Poi gli assoli/intermezzi, per dare spazio a tutti (“Hella’s kitchen”, “Amen’s lament to Ra II” con il rodato chitarrista che ha inserito una scheggia di “Seven nation army” degli White Stripes), anche a Mana che si è esibito in un numero a la Mago Silvan ed al corpulento OX (che con Mr. Lordi indossa il costume meno gestibile, ma se la cava alla grande); utili pure per rifiatare, ché mica è facile dominare il palco con tutta quella armatura addosso! Eppoi le trovate, tra fumo sparato addosso alle prime file, coriandoli, irruzione di mostriciattoli, streghe e strani figuri appena fuggiti dal manicomio di Rovaniemi… o da un pub, considerate le abitudini “sopra le righe” degli altrimenti compassati finnici… Una buffonata, ma fatta bene, apposta per chi non pretende altro. Perché, ribadisco, questa è l’essenza del r’n’r, che diamine!

Prima dei Lordi spazio, abbondante, ai triestini Sinheresy. Vero è che Nightwish, Within Temptation… (mi fermo qui nelle citazioni, sarebbe ingiusto nei loro confronti) hanno saturato il mercato (quale?), il sestetto sa proporsi comunque con personalità, forte di quel “Paint the world” che rappresenta una delle uscite più convincenti del settore. Le vocals doppie non sono una novità, ma Cecilia Petrini e Stefano Sain si fanno forti di una amalgama eccezionale e di una band solidissima che li sostiene. La qualità del disco viene riproposta in un set esaustivo, trattandosi tra l’altro dell’ultima data dei nostri a supporto dei Lordi, i complimenti del mostruoso loro anfitrione se li sono meritati (beh, i veri padroni di casa erano loro, considerata la provenienza…). Ciò che mi convince dei Sinheresy è la naturalezza con la quale operano sia su registri più melodici, che su quelli più aggressivi (ove il drummer Alex Vescovi incide di più, ed ove emergono riferimenti a Children of Bodom ed altri acts scandinavi limitrofi alle ali estreme del genere). Dei Dirty Passion purtroppo non posso riferire, avendo questi già terminato la loro esibizione quando ho fatto il mio ingresso al Deposito.

Fai a pezzi un cadavere e ne azzanni le interiora? Ti aggiri lordo di sangue brandendo un’ascia o tenendo fra le mani bambolotti macilenti? Non fa più paura a nessuno? Mica tanto, c’è chi lo fa o lo ha fatto davvero, nella vita reale… Allora se c’è Mr. Lordi non preoccupiamoci. E’ il Grande Barnum del rock’n’roll, amico, tu intanto allaccia le cinture, che il pilota di questo Scare Force One non mi pare poi tanto a posto…

Condividi:

Lascia un commento

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.